Firmato a Roma un accordo integrativo per i progetti ST@rT e H2 Filiera Idrogeno. Simoncini: “Settore strategico per il futuro economico della nostra regione".Firmato a Roma, nella sede del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il secondo accordo integrativo dell’Accordo di programma quadro ‘Ricerca e trasferimento tecnologico per il sistema produttivo’ stipulato circa due anni fa. Due i progetti di ricerca finanziati, H2 Filiera Idrogeno e ST@rT, per un costo complessivo di 6 milioni e 348 mila euro e 3 milioni e 638 mila euro rispettivamente. Il contributo CIPE ammonta a oltre 8 milioni di euro.
Secondo l'assessore all'istruzione, alla formazione ed al lavoro della Regione, Gianfranco Simoncini, delegato anche alla Promozione e sostegno della ricerca ed ai Rapporti con le Università ed i centri di ricerca “si tratta di progetti di ricerca fondamentali che puntano a contribuire al rilancio e allo sviluppo della Toscana in due settori strategici: quello dell'industria di mezzi di trasporto e relativi componenti, con importanti riflessi nel settore della produzione, dello stoccaggio e della distribuzione dell'energia, e quello della diagnostica e del restauro dei beni culturali. Strumenti finanziari come questo accordo integrativo sono indispensabili poichè abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad una continua riduzione dei finanziamenti del MUR alle Università ed agli Istituti di ricerca”.
L’assessore ritiene si tratti di un esempio paradigmatico di quella che sarà l'azione della Regione per realizzare una efficace cooperazione istituzionale ed una piena partecipazione degli altri soggetti pubblici e privati per lo sviluppo del sistema universitario toscano, per la promozione e la valorizzazione dell'alta formazione e delle attività di ricerca, per la diffusione ed il trasferimento delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale della Toscana. “Ad esempio – ha proseguito l’assessore – al progetto ‘H2 Filiera Idrogeno’ hanno garantito la loro collaborazione, oltre alla Piaggio e agli altri soggetti promotori, anche il Gruppo Solvay (per sperimentare e produrre membrane polimeriche per celle a combustibile) e Trenitalia (per sviluppare sistemi ausiliari di alimentazione delle carrozze alimentate a idrogeno). Interesse è stato manifestato anche dalla Compagnia Pisana Trasporti, dal Comune di Ferrara, dalla Siemens, dal Consorzio Valdera Meccanica, dalla Kaiser Italia, dall’Agenzia Regionale dell’energia, a testimonianza delle prospettive di sviluppo e delle potenzialità contenute nel progetto. Ovviamente sostenere il progetto ST@rT in Toscana vuol significare sottolineare il legame profondo che i beni culturali possono rappresentare per il futuro della nostra Regione”.
(com/ft)
Breve descrizione dei due progetti
Il progetto Filiera Idrogeno interviene nell’ambito delle fonti energetiche e si prefigge di sperimentare, fino alle soglie dell’industrializzazione, tecnologie che possono generare nuove attività economiche sul territorio, dalla produzione di componentistica, alla produzione, lo stoccaggio e la distribuzione dell’energia necessaria per la funzionalità del sistema. Alla base della ricerca, la sperimentazione di vetture alimentate a idrogeno e tutto ciò che è collegato all’uso di questa tecnologia, alla produzione e alla distribuzione dell’idrogeno.
Attorno a questo progetto si è attivata, grazie al Consorzio Pont Tech (Consorzio per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico) individuato dal Comune di Pontedera, una rete di partner pubblico-privati (fra gli altri il Comune di Pontedera, la Provincia di Pisa, l’Università di Pisa, la Scuola superiore di Sant’Anna) con l’obiettivo di mettere a fuoco fabbisogni delle imprese, contattare gli interlocutori scentifici ed istituzionali, definire uno scenario progettuale credibile. St@rt, scienze e tecnologie per il patrimonio artistico e archeologico toscano. Questo progetto interviene nel settore dei beni culturali, ponendosi come punto di riferimento nazionale ed internazionale per la ricerca e l’innovazione nel settore.
Il progetto si prefigge l’obiettivo di avviare l’attività di InDiCo, un laboratorio pubblico privato per l’innovazione, la diagnostica, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale. Numerosi i partner del progetto: dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana, all’Opificio delle pietre dure e laboratori di restauro (Opd), imprese di Firenze e Pisa, dagli istituti e centri di ricerca della regione alle Università di Pisa e Firenze, alla Scuola superiore di Sant’Anna. Nelle sue varie articolazioni il progetto prevede azioni molto differenziate fra loro. Fra le altre lo sviluppo di dispositivi optoelettronici per la diagnostica e il monitoraggio, tecnologie laser per la conservazione, metodiche chimiche, fisiche e biologiche per la conoscenza e materiali innovativi sempre per la conservazione, tecnologie innovative per la documentazione.Risorse on line
Regione Toscana
giugno 2006