“Immaginate dei tessuti colorati con prodotti che invece del petrolio utilizzano il lattosio, lo zucchero presente nel latte. Immaginate anche il vantaggio che questo processo di colorazione, che tende verso la biodegrabilità completa, può portare in termini di impatto ambientale al territorio dove i tessuti vengono prodotti e in seguito nello smaltimento del prodotto finito. Non si tratta di un evento futuribile ma dei risultati del progetto Glycolor finanziato dalla Regione Toscana e promosso dal dipartimento di Chimica Organica dell’Università di Firenze con il supporto dei dipartimenti di Scienze Farmaceutiche di Firenze e di Chimica Bioorganica e Biofarmacia di Pisa insieme alle imprese Italvelluti e Gruppo Tintoriale”. Con queste parole l’assessore Ambrogio Brenna ha presentato a Prato, presso l’Unione Industriale, il progetto Glycolor finanziato dal Docup con la misura 1.7. sulle tecnologie per la riduzione della pressione sull’ambiente. “Questa generazione di coloranti innovativi ci colloca, sulla base di prodotti a più alto contenuto tecnologico, in una posizione di forte e rinnovata competitività verso le aree economiche da cui i coloranti sono importati, come i paesi dell’Asia. E questo è un bene primario per la nostra economia che mira ad uno sviluppo durevole e di qualità per uscire dalla crisi attuale - ha continuato l’assessore Brenna. Il progetto Glycolor non è che uno dei tanti esempi di ricerca e sviluppo di alta qualità che l’assessorato alle attività produttive della Regione Toscana finanzia e che saranno presentati durante la prossima edizione di Terra Futura che si terrà a Firenze dal 31 marzo al 2 aprile del 2006”. Il professor Roberto Bianchini dell’Università di Firenze, curatore del progetto, è entrato nel dettaglio illustrando come la cosiddetta ‘naturalizzazione di coloranti tessili’ abbia come obiettivo “la solubilità dei coloranti sintetici in acqua, in modo tale da rendere inutili condizioni estreme di tintura, quali l’uso di quantità considerevoli e difficili da smaltire di tensioattivi. Il progetto mira anche ad ottenere coloranti ‘multipurpose’, cioè capaci di tingere in modo efficiente tessuti di origine animale, sintetica ed artificiale, con l’effetto finale di ridurre grandemente il numero dei coloranti in commercio, rendendone possibile uno smaltimento mirato, diversamente da quanto accade ora. Sarà possibile inoltre ottenere una migliore affinità per i tessuti nel processo di tintura in modo da diminuire gli scarti”.
Coloranti biodegrabili. Presto un consorzio per la commercializzazione. Brenna: “Più competitività grazie alla ricerca applicata alle imprese”. Presentato il progetto Glycolor curato dal professor Bianchini dell’Università di Firenze.
“Nei prossimi mesi è prevista la costituzione di un consorzio imprese-università per produrre e commercializzare i primi prodotti – ha concluso l’assessore Brenna. Il progetto si propone di indirizzare le eccellenze della ricerca verso i bisogni del sistema produttivo toscano; in tal modo dimostriamo che le politiche regionali per il trasferimento tecnologico al sistema delle imprese, valorizzando i settori tradizionali dell’economia toscana, sono un obiettivo facilmente raggiungibile se vi è la volontà concreta da parte dei soggetti interessati a ‘fare sistema’ per migliorare la competitività del nostro territorio”.