Unioncamere e Confindustria toscana analizzano la situazione economica. Brenna “Stiamo realizzando gli impegni definiti assieme alle categorie con il Patto per lo sviluppo”.Andiamo male perché non siamo sufficientemente competitivi e perché mancano infrastrutture adeguate, dicono gli imprenditori toscani: pronti a rimboccarsi le maniche. “Noi ce le siamo rimboccate da tempo e da anni stiamo investendo il massimo delle risorse a disposizione – risponde l’assessore alle attività produttive della Toscana, Ambrogio Brenna –. Le nostre non sono solo parole, ma fatti. Gli imprenditori dicono di essere pronti a fare la loro parte. Se anche il governo si rimboccherà le maniche, possiamo farcela”.
“Per intervenire sui nodi strutturali della nostra economia stiamo portando avanti tutti gli impegni definiti assieme alle categoria economiche e sociali con il Patto per lo sviluppo – spiega l’assessore –. Ovvero favorire e sostenere la crescita in dimensione delle imprese, la loro capacità di capitalizzazione, il loro grado di internazionalizzazione, l’innovazione di sistema e dei sistemi territoriali ma anche creare nuovi strumenti creditizi e finanziari a supporto di tutte le azioni per migliorare la competitività delle imprese”. E’ il caso dei bond di distretto, sostenuti dalla Regione assieme a Fidi Toscana e gruppo Mps, pensati appunto per aiutare con un strumento flessibile gli imprenditori toscani ad investire in innovazione. Lanciati prima dell’estate, i bond hanno già avuto 1.500 richieste per un importo di 400 milioni di euro a fronte di una disponibilità di 250 milioni.
“Il sistema economico della Toscana – analizza l’assessore – e soprattutto il settore manifatturiero che ne costituisce ancora la spina dorsale si basano essenzialmente su imprese dalla piccola dimensione, sottocapitalizzate, con una forte propensione all’export nell’area del dollaro in particolare e con un’alta densità di occupazione. E’ inevitabile che in una situazione di esasperata congiuntura negativa come quella che stiamo vivendo tutto ciò si traduce in una perdità di capacità competitiva”. “E penalizzanti per la nostra economia – aggiunge, puntando l’indice contro il governo Berlusconi – diventano le attuali politiche fiscali del governo centrale. Occorre ridurre la pressione fiscale e contributiva che oggi penalizza la imprese con tanti addetti: la crescita della dimensione delle imprese e l’aumento della loro capacità di innovazione pretende oramai da tempo un fisco che sostenga e premi questo sforzo”.
“L’impegno del programma della giunta regionale – rassicura Brenna – è prioritariamente indirizzato a sostenere la nostra economia, per tornare ad essere competitivi”.
Accanto ai bond di sistema ci sono tre progetti speciali – quello per la Moda, quella per la componentistica delle 2 e 4 ruote, quello sulla nautica – a cui sono stati destinati 53 milioni di euro l’anno per il triennio 2003-2005, che è una quota considerevole delle risorse a disposizione per le politiche industriali. Per le imprese manifatturiere sono stati resi disponibili quest’anno agevolazioni per 18,5 milioni di euro, destinati a quelle aziende che investiranno in ricerca e sviluppo. Altri fondi riguardano gli investimenti innovativi (95 milioni di euro per il biennio 2005-2006 per le aree obiettivo 2, 10,5 milioni di euro quest’anno per le aree senza obiettivo). Ci sono anche 14 milioni di euro per la promozione economica e i processi di internazionalizzazione ed un milione e mezzo di euro, per il 2005, per l’integrazione tra imprese.
Cospicue sono anche le risorse per gli interventi di infrastrutturazione dei sistemi locali, 20 milioni di euro nel triennio 2005-2007. Altri 23 milioni di euro, per lo stesso triennio, sono stati stanziati per sostenere centri di ricerca, centri di servizio e istituzioni capaci di sviluppare processi finalizzati alla diffusione di innovazione e al trasferimento tecnologico. Per lo start-up di impresa c’è il fondo Early Stage (11,5 milioni di euro nel 2005), mentre per sostenere le imprese artigiane sono stati complessivamente stanziati solo per quest’anno 28 milioni di euro. Stanno infine per essere ripartiti i 70 milioni della quota 2005 del fondo Cipe. “Tutti interventi – conclude l’assessore – che dimostrano l’impegno e la coerenza della Regione”.
settembre 2005