PER LE IMPRESE - Segnalazioni
Il “caro gasolio” e il futuro della grande pesca

Caro gasolio: una spinta decisiva verso la scomparsa del mestiere della “grande pesca” oppure una selezione naturale per una “nuova grande pesca”? Intervento di Roberto Manai, responsabile Federpesca Toscana.

La grande pesca, alle sue origini, veniva effettuata utilizzando la spinta del vento, poi, con l’avvento del motore, è divenuta pesca meccanica ovvero una rete trainata da una barca a motore.
Ed è così che si effettua la pesca professionale in tutte le parti del globo. Nella analisi dei costi di produzione, il carburante rappresentava un costo oscillante intorno al 18-20%: l’aumento incontrollato del costo del gasolio ha elevato l’incidenza al 40% con una tendenza ad un’ulteriore crescita.
L’aumento dei costi di produzione, ha fatto sì che la partecipazione degli equipaggi alla ripartizione del monte netto ricavo prodotto dalla pesca sia notevolmente diminuita e pertanto il compenso all’equipaggio non è più remunerativo.

L’analisi delle problematiche e lo studio delle possibili soluzioni è oggetto di lavoro da parte di Federpesca, tuttavia la complessità delle norme che regolano l’attività, e soprattutto la loro provenienza (Unione Europea), fanno sì che qualunque intervento venga disatteso, a causa dell’impossibilità ad intervenire attraverso i normali canali di sostenimento.
Ci sono quindi impediti interventi reali a sostegno del settore ed anche il piano 2007-2010 non interviene in termini significativi sulle linee importanti come le strutture, la ricerca tecnica, la formazione degli equipaggi, le misure di accompagnamento sociale, il credito. Il piano trasferisce quantitativi importanti di fondi finanziari verso linee diverse che non hanno un ritorno nella produzione ma sono destinate a fasi che poco o nulla hanno a che fare con la produzione di pesce fresco.

La Federazione delle Imprese di pesca della Toscana, intende promuovere iniziative atte alla ricerca di possibili soluzioni, chiedendo la collaborazione degli Enti pubblici e soprattutto della Regione Toscana, che ha in programma per il prossimo autunno l’organizzazione della Conferenza Regionale sulla pesca, dove speriamo sia possibile individuare e soprattutto attuare forme di intervento significative.

Dobbiamo inoltre manifestare la nostra preoccupazione sul fatto che, nonostante gli aumenti dei costi, il prodotto ittico fresco alla prima vendita ha mantenuto il prezzo del 2004 ed in alcuni casi ha subito una flessione.
Ciò è inspiegabile: per questo la Federazione avrà cura di farsi carico di tale incongruenza, valutando attentamente, con le imprese Associate, i motivi di un dato di fatto che non risponde alle regole ordinarie di mercato.

Il settore della grande pesca, nelle sue manifestazioni a strascico, a circuizione, da posta deve essere, a nostro avviso, completamente ridisegnato sia come impostazione strutturale che gestionale, occorre dare al settore strumenti moderni per una pesca veramente sostenibile, senza falsi atteggiamenti ambientalisti, in un contesto di perfetto equilibrio compatibile con la natura e con l’economicità aziendale.
La gestione delle aziende della pesca deve avere un impulso verso un moderno sistema di gestione che provveda alla valorizzazione delle produzioni toscane fresche, ridisegnando le geometrie professionali degli addetti ai lavori e quelle delle loro aziende. Anche noi delle Centrali che raggruppiamo le Imprese ed i pescatori dovremo dare un impulso alla modernizzazione e soprattutto divenire attenti alle nuove linee che il mercato richiede. Occorre ottimizzare la gestione aziendale per avere una corretta revisione delle spese per un adeguato costo di produzione.

Uno sforzo comune a cui speriamo possano aggiungersi gli operatori della filiera tutti per conseguire migliori condizioni economiche comuni.

maggio 2008




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