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Arezzo, Grosseto, Siena: la Toscana del sud fa sistema Un’economia in movimento che sempre più reclama infrastrutture adeguate: un convegno per fare il punto della situazione su infrastrutture, logistica e mobilità. Organizzato da Confindustria Arezzo, Grosseto e Siena, il convegno “La Toscana del sud, un’economia in movimento” (20 febbraio 2009, Petriolo Spa & Resort, Loc. Grand Hotel Terme, Pari, Civitella Paganico, Grosseto) ha rappresentato un’occasione particolarmente significativa. E’ un segno tangibile del progetto che vede le Associazioni degli Industriali delle tre province lavorare in sinergia con intenti pienamente condivisi ed obiettivi comuni, ed affronta un tema, come quello delle infrastrutture, di estrema rilevanza non solo per l’economia della Toscana, ma di tutto il Paese. Il convegno è stato organizzato con il contributo del Monte dei Paschi di Siena.“Abbattere le demarcazioni geografiche in tutti i campi nei quali i confini sono effettivamente solo e soltanto di natura psicologica”, così esordiscono i presidenti delle tre Associazioni degli Industriali (Luigi Borri, Siena; Aristide Giannetti, Grosseto; Giovanni Inghirami, Arezzo) nella premessa al documento presentato durante il convegno. E proprio il convegno rappresenta un segnale concreto di come le tre province siano vicine, non solo geograficamente, ma in molti altri aspetti caratterizzanti, in bene e in male: dalle tradizioni culturali e dai modelli sociali al modello di sviluppo industriale a basso impatto ambientale alla capacità di innovarsi. In bene e in male: perché l’annosa carenza di infrastrutture che caratterizza questa area della Toscana accomuna, purtroppo, le tre province, e condiziona pesantemente lo sviluppo e la crescita economica. Una situazione di cui subiscono le conseguenze non solo le imprese, ma l’intero tessuto sociale. La “Toscana del sud” rappresenta il 50,5 per cento dell’intera Toscana, 103 comuni sui 287 complessivi, il 22,6 per cento della popolazione dell’intera regione, il 24,7 per cento del totale delle imprese regionali attive. Numeri che rendono evidente come questa parte della Toscana sia un soggetto di riferimento con un peso importante per le politiche economiche e sociali della Regione.