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Confindustria: bene l’iniziativa di Ronchi

Il pacchetto di misure europee in discussione sul clima e l’energia per l’attuazione del protocollo di Kyoto preoccupa il settore industriale e non da oggi: carica sulle sole imprese del continente oneri economicamente insostenibili a fronte di riduzioni totali delle emissioni quasi insignificanti.

Se venissero adottate nella formulazione attuale, in presenza di una crisi finanziaria ed economica per molti aspetti senza precedenti, rischierebbero di infliggere al sistema industriale italiano ed europeo un colpo durissimo, con riflessi molto pesanti per l’occupazione e per la stessa sopravvivenza di molte imprese. Confindustria registra positivamente il fatto che il governo italiano si sia reso conto dei rischi a cui andiamo incontro e condivide le azioni che il Governo ha avviato in questi giorni in Europa. Questa iniziativa, coordinata dal ministro delle politiche comunitarie Ronchi, che Confindustria ha fortemente richiesto, è condivisa dall’intero governo.
Deve essere supportata fino in fondo, anche con l’impegno personale del Presidente del Consiglio, se si vuole evitare che molte aziende siano costrette a trasferire le proprie produzioni al di fuori dell’Europa. Se le proposte comunitarie fossero approvate, il solo sistema industriale italiano sarebbe chiamato a pagare una nuova tassa compresa tra i 23 e i 27 miliardi di euro all’anno, una cifra superiore all’1,5% del PIL del paese. Peraltro, nella situazione attuale, tutto ciò rischia di non portare ad alcun risultato.
Infatti i gas serra non conoscono confini e per contrastarne l’accumulo può essere efficace solo un’azione condivisa da tutti i paesi. Oggi, invece, le aree del pianeta che stanno diventando le principali fonti di emissione di gas serra sono estranee a qualunque vincolo del protocollo di Kyoto. Per questo Confindustria ritiene che occorra ripensare, se non le politiche, almeno le modalità di attuazione e nello stesso tempo coinvolgere più paesi sul tema della lotta ai cambiamenti climatici. Inoltre le proposte europee sarebbero più credibili se in qualche caso non fossero smaccatamente pensate per favorire qualche paese a danno di altri. E’ il caso della proposta che riguarda il settore auto, che sembra studiata apposta per penalizzare le piccole cilindrate prodotte in Italia a tutto vantaggio delle vetture più grandi che naturalmente hanno emissioni di CO2 molto più alte. Per questo è importante l’iniziativa del nostro Governo, iniziativa che va condivisa da tutti coloro che guardano all’interesse delle imprese e dei lavoratori e hanno come obiettivo la crescita e lo sviluppo.

settembre 2008







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