NEWS - Comunicati stampa e notizie
Italia sull’orlo della recessione, ripresa nel 2009

“L’economia italiana è sull’orlo della recessione.” “Il secondo semestre 2008 sarà più difficile.” “Crescita del PIL al +0,1% quest’anno, al +0,6% nel 2009.” “Il rilancio avverrà nella seconda metà dell’anno prossimo aiutato da petrolio più basso, dollaro in recupero, taglio dei tassi BCE.”

L’economia italiana è sull’orlo della recessione, la quarta dal 2001. Il calo del PIL nel secondo trimestre (fissato in -0,3% dall’ISTAT) era stato previsto dal CSC sulla base degli indicatori anticipatori. Risente anche dell’effetto calendario (Pasqua anticipata) e del clima mite che avevano sostenuto artificialmente l’attività lo scorso inverno. Rispecchia soprattutto la flessione della produzione industriale e dei consumi (indice Confcommercio), il dinamismo minore dell’export e la debolezza degli investimenti, in costruzioni e non.
La contrazione del PIL non è perciò episodica e sono alte le probabilità di un’ulteriore discesa durante il trimestre in corso, che è iniziato con il segno meno per la produzione industriale. L’indagine rapida del CSC, infatti, ne ha rilevato una riduzione dello 0,5% in luglio su giugno (vedere il comunicato stampa di ieri). Sono in marcato arretramento gli ordini, cioè la produzione futura. Puntano inoltre a una nuova flessione del PIL: gli indici PMI dei responsabili degli acquisti, profondamente in terreno recessivo sia nel manifatturiero (45,3 in luglio contro il 47,7 medio dei tre mesi precedenti; 50 è la soglia che discrimina tra espansione e contrazione) sia nei servizi (45,6 in luglio, contro il 48,8 medio); la discesa della fiducia delle imprese manifatturiere (ai minimi dal maggio 2005); i timori delle famiglie per l’aumento dei prezzi legato alle materie prime e per i posti di lavoro.
Da alcuni mesi è ormai evidente che il secondo semestre 2008 è destinato a rivelarsi più difficile del primo. A causa dell’aggravarsi e prolungarsi delle condizioni internazionali sfavorevoli: prezzo record del petrolio, cambio del dollaro ai minimi, stagnazione americana, scoppio della bolla immobiliare anche in Europa, aumento dei tassi provocato dalla crisi finanziaria e da ultimo dal rialzo BCE.
Il rallentamento nel resto d’Europa si sta rivelando più rapido e intenso dell’atteso, a cominciare dalla Germania e dalla Francia, con la Spagna e il Regno Unito particolarmente colpite dalla recessione edilizia. All’interno dell’Unione europea gli impulsi del ciclo economico si trasmettono in fretta e si rafforzano reciprocamente anche attraverso contagi di sentimento delle imprese che hanno strette relazioni non solo commerciali.
E’ tutt’altro che esaurita la fase di debolezza americana, con il prezzo delle case che sarà ancora in forte calo (almeno un altro 10%) e con incognite circa il comportamento dei consumatori USA una volta finito lo stimolo fiscale. Il superindice OCSE, in decisa diminuzione, ribadisce le prospettive di deterioramento dell’area dei paesi industriali nei prossimi trimestri. L’economia italiana si presenta già in stagnazione all’appuntamento con l’appesantirsi delle condizioni esterne, anche per la continua erosione della competitività di costo. Il clup sale molto più rapidamente che nei partner europei, come ha certificato la Banca d’Italia. Si è ampliato il divario di crescita con gli altri paesi europei, da 15 anni superiore al punto percentuale annuo. Le previsioni per l’Italia stanno convergendo verso la crescita zero delineata dal CSC già da febbraio e cristallizzata nelle stime rilasciate a giugno di una variazione del PIL pari ad appena il +0,1% quest’anno, dove la nota ottimistica è racchiusa nel segno ancora positivo.
Il ridimensionamento della debolezza del dollaro, anche e proprio a seguito della fragilità inattesa della crescita europea, e lo sgonfiamento appena iniziato della bolla del prezzo del petrolio possono aiutare a preparare e anticipare il rilancio nel 2009, quando il CSC stima un aumento del PIL italiano dello 0,6% (+1% a fine anno). I due movimenti, del dollaro all’insù e del greggio all’ingiù tendono a sostenersi reciprocamente. La BCE agevolerà la ripresa riducendo il costo del denaro, confortata dal veloce rientro delle pressioni inflazionistiche (l’aumento dei prezzi al consumo tornerà sotto il 2% nel corso del 2009).
Il made in Italy, dopo aver patito nel prosieguo del 2008 la frenata globale, sarà lesto a cogliere il risveglio della domanda internazionale, grazie alla ristrutturazione in atto dell’industria manifatturiera che ha portato già ottimi risultati nell’ultimo biennio in termini di quote di mercato.

Confindustria, commento del Centro Studi

agosto 2008







|             Dove Siamo           |           Copyright           |           Credits           |