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Class action, Confindustria: atto grave di ostilità alle imprese

Il testo approvato dal Senato in materia di “class action” rappresenta un atto grave di ostilità all’impresa. Costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri.

E’ un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili. Come Confindustria ha sottolineato in queste settimane si tratta di un testo rudimentale, che metterà le imprese nelle condizioni di subire ricatti di ogni tipo. Presenta chiari profili di incostituzionalità perché legittima associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto. La Costituzione prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato.
Si consente la possibilità di agire come soggetto collettivo ad associazioni da individuare senza stabilire alcun parametro in termini di rappresentatività. E contrariamente agli ordinamenti di altri paesi non si definisce la platea nei cui confronti l’eventuale provvedimento del giudice produrrà effetti.
E’ di estrema gravità il fatto che il testo approvato dal Senato non preveda alcuna valutazione preventiva di ammissibilità da parte del giudice per evitare azioni manifestamente infondate. Pur basate sul nulla queste azioni potrebbero portare - nel caso di società quotate - a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti.
Gli uffici giudiziari italiani già registrano tempi lunghi e un pesantissimo sovraccarico di lavoro. Saranno ora paralizzati con cause futili che impegneranno per anni giudici e strutture, a spese della collettività e delle imprese.
Insomma un capolavoro negativo, che renderà ancora più complicata e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. E’ grave che la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed estemporanea che nulla c’entra con la legge finanziaria.
Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita economica.
(16 novembre 2007)

novembre 2007




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