L’industria toscana riaccende il motore. Grosseto: situazione stazionaria, positiva per l’export. “Visti complessivamente – osserva il presidente dell’Associazione Industriali Grosseto, Aristide Giannetti – questi dati indicano la capacità delle nostre imprese di resistere alle difficoltà e l’inizio di una controtendenza in positivo, ma è nello sviluppo e nella crescita, a nostro avviso, che devono essere individuati gli obiettivi da raggiungere”. “Ancora una volta si conferma il ruolo cruciale dell’internazionalizzazione per le imprese, che, a fronte di una situazione interna di segno negativo, ottengono all’estero risultati molto incoraggianti”. A livello regionale bene la produzione industriale nei primi sei mesi del 2006, buone le prospettive per il resto dell’anno. Restano i dubbi sulla sostenibilità della ripresa nel medio termine.La produzione industriale toscana archivia la prima parte dell’anno con una crescita del 3,0% rispetto ai primi sei mesi del 2005, un dato superiore alla media nazionale (+2,0% il manifatturiero secondo Istat). Questi i dati – scrive l’Associazione Industriali Grosseto – rilevati dall’indagine congiunturale Unioncamere Toscana-Confindustria Toscana sull’andamento del settore manifatturiero.
Dopo l’incremento significativo del I trimestre 2006 (+2,3%), infatti, tra aprile e giugno la variazione tendenziale della produzione industriale è risultata pari a +3,6%, la migliore performance degli ultimi 5 anni. Il dato è coerente con le aspettative positive formulate, a marzo, dagli imprenditori regionali e con il generale progresso che gli indicatori congiunturali fanno registrare da qualche trimestre. Pur con accenti ed intensità diverse da un territorio all’altro e da un settore all’altro, la ripresa sembra adesso avere una qualche consistenza. Il comparto manifatturiero toscano ha senz’altro rialzato la testa nel primo semestre 2006 e la prospettiva di altri sei mesi in territorio positivo sembra adesso economicamente fondata. Sul futuro di medio-lungo termine, invece, continuano ad addensarsi le nubi di un recupero di produttività e quindi di una maggiore competitività dell’apparato economico-industriale avviata sì, ma ancora tanto incompleta quanto essenziale.
Il miglioramento congiunturale si è progressivamente diffuso nei precedenti trimestri, fino a riguardare, nell’ultimo periodo monitorato, tutti i settori (sia pure con un range che va dal +0,2% del comparto “varie” al +14,3% del comparto chimico-farmaceutico) e tutte le dimensioni d’impresa (dal +1,8% delle “piccole” al +12,7% delle “grandi” imprese). Anche la diffusione territoriale è incoraggiante: nel II trimestre 2006, la produzione industriale è cresciuta in 7 province su 10 e la stessa stazionarietà registrata a Prato e Grosseto appare andare in questa direzione, alla luce delle difficoltà incontrate negli ultimi tempi dall’economia di queste province, mentre nella sola provincia di Arezzo i dati risultano in controtendenza.
Secondo lo studio regionale, i buoni risultati dei primi 6 mesi dell’anno appaiono anche la conseguenza della reazione alla crisi che ha portato il sistema industriale regionale ad investire in ristrutturazione ed ammodernamento. La crescita degli investimenti produttivi negli ultimi due anni ne costituisce una base ragionevole.
Per quanto riguarda Grosseto, +7,9 per cento il dato medio relativo alle variazioni tendenziali degli ordinativi esteri (con un +14,9 per cento nel settore “alimentari, bevande e tabacco”, un +10% per la “meccanica”, un +4,4% per “elettronica e mezzi di trasporto”) a fronte di un -1,6% globale nelle variazioni tendenziali degli ordinativi interni (ottima performance per “legno e mobilio”, +10%, grossa flessione per “tessile e abbigliamento” -15,7% e meccanica -13,7%, flessioni di segno positivo o negativo minime per gli altri settori).
Segno positivo per le variazioni tendenziali degli ordinativi esteri anche in relazione alle classi dimensionali, da +9,4 per cento per le aziende fino a 49 dipendenti a +65% per le aziende con 250 dipendenti e oltre.
Piuttosto stazionari gli altri indicatori: -0,1%le variazioni tendenziali di produzione. La migliore performance in positivo è quella del “legno e mobilio”, +10%, seguita da +7,9% “prodotti non metalliferi” e +3,3% “alimentari, bevande e tabacco”. Negativa la performance di “tessile e abbigliamento”, con -9,1%.
Infine, -0,5% le variazioni congiunturali di produzione, -1,3% le variazioni tendenziali di fatturato, +0,5% le variazioni congiunturali di fatturato, -0,7% la variazione occupazionale.
Sul fronte occupazione, in positivo soltanto “alimentari, bevande e tabacco” (+1%), “pelli, cuoio e calzature” (+4%), “produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo” (+0,5%).
“Visti complessivamente – osserva il presidente dell’Associazione Industriali Grosseto, Aristide Giannetti – questi dati indicano la capacità delle nostre imprese di resistere alle difficoltà e l’inizio di una controtendenza in positivo, ma è nello sviluppo e nella crescita, a nostro avviso, che devono essere individuati gli obiettivi da raggiungere.
Sono dati su cui riflettere e da utilizzare per elaborare strategie che consentano di avere risultati positivi e attivi, in una visione che vada oltre le situazioni congiunturali, e quindi, anche a medio e lungo termine, in un progetto globale che passa anche attraverso la rimozione di quei limiti ‘storici’ che sino ad oggi hanno limitato la competitività delle nostre imprese, come la carenza di infrastrutture. Senza dimenticarci di valorizzare e sfruttare al meglio – conclude Giannetti – le opportunità che l’internazionalizzazione rappresenta per le imprese della nostra provincia”. settembre 2006