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Industriali: è il momento di mettere in moto il futuro

Grande successo per la parte pubblica dell’Assemblea di Confindustria Grosseto: in una sala gremitissima, un pubblico interessato e partecipe ha seguito con molta attenzione tutti gli interventi. Molte le questioni affrontate, molte le priorità. Prima fra tutte, le infrastrutture: senza infrastrutture – punto che ha trovato d’accordo tutti gli intervenuti – lo sviluppo non cresce. Positivo l’apprezzamento da parte degli Amministratori sul ruolo propositivo e attivo che vede impegnato l’attuale Consiglio Direttivo di Confindustria Grosseto, in una visione prospettica che riguarda non solo il mondo imprenditoriale, ma tutta la società maremmana.

E’ stata la relazione del presidente di Confindustria Grosseto, Aristide Giannetti, la base dei vari interventi che si sono succeduti: “La visione dell’Associazione Industriali Grosseto è una visione consapevole, che vede la nostra comunità in proiezione a medio e lungo periodo nei prossimi anni, non solo nel dato contingente dell’attualità. Questa deve essere la premessa per leggere sempre i nostri dati, che non fanno riferimento a gap di produttività legati a problemi di specifici settori o di mercati, che ne sono, piuttosto, le conseguenze. L’aspetto che oggi caratterizza la nostra economia è di fronte agli occhi di tutti: mancano attività produttive rilevanti, le sole in grado di conferire equilibrio e stabilità, che, ad oggi, il nostro sistema produttivo non ha. Ormai lo ripetiamo da tempo, lo ripetiamo perché riteniamo che sia fondamentale che questo concetto diventi patrimonio di tutti, che si costruisca una nuova cultura d’impresa, non solo tra gli imprenditori, ma in ogni ambito, fra gli Amministratori come fra i Cittadini.
Per fare un “salto culturale”, che si basa sempre su una condivisione diffusa, è necessaria una quantità di occupazione che consenta di raggiungere un nuovo equilibrio per il futuro, coerente con un disegno programmatico, anche in termini demografici, di politica economica sul nostro territorio. Oggi siamo nel 2006: ma, chiediamoci, nel 2020 come vorremmo la nostra comunità? In crescita? Demograficamente in via di inviluppo? O produttiva e rigogliosa? Il principio di fondo che intendiamo ribadire è che nella programmazione del territorio e quindi della politica economica bisogna porsi di fronte a questo problema non in modo passivo, reagendo alle situazioni contingenti, ma in modo pro-attivo”.
Giannetti ha poi velocemente elencato quali sono i nodi per lo sviluppo, già segnalati, in modo approfondito, nel documento “Riflessioni e Proposte dell’Industria” al PASL della Provincia di Grosseto: l'innovazione e la formazione professionale; le infrastrutture, i trasporti e la logistica; l'energia e l’ambiente; l'internazionalizzazione; il credito; la riforma della Pubblica Amministrazione. Il quesito di fondo è uno solo, ha proseguito Giannetti: “Quale futuro vogliamo costruire? Un futuro ricco e prospero, come è accaduto in Francia, in Borgogna, una regione tradizionalmente nota per le sue attività agricole ed agroalimentari, vini rinomati, vasti territori, parchi naturali etc. che ospita da decenni grandi aree industriali, con un’importante storia alle spalle. Oppure il futuro prospettato nel documento ‘TOSCANA 2020. Una regione verso il futuro’, dell’Irpet, che, se non ci saranno mutamenti rispetto alla condizione attuale, vede la provincia di Grosseto senza prospettive, con bassi tassi di occupazione? Dobbiamo creare da subito le condizioni perché le nostre imprese crescano, perché il futuro si metta in moto.”
Il sindaco di Orbetello, Altero Matteoli, ha esordito con un apprezzamento per l’approccio positivo e propositivo che negli ultimi anni ha caratterizzato Confindustria Grosseto: “E’ chiaro che il territorio deve crescere e svilupparsi, e che dobbiamo chiederci come. Per questo Comuni, Provincia, Regione, devo confrontarsi ed agire, insieme, al fine di proporre azioni capaci di migliorare qualitativamente la situazione. Creare le condizioni per far crescere la nostra industria è compito della Amministrazioni – ha proseguito Matteoli –, rendere la nostra industria competitiva è compito di tutti”. Matteoli ha anche richiamato l’attenzione sull’importanza della salvaguardia ambientale, che non deve però diventare un freno allo sviluppo, né può essere pagata soltanto dalle imprese, ma richiede una concertazione globale in cui ciascuno deve giocare il proprio ruolo ai massimi livelli. “Dobbiamo trovare lo spazio per l’industria senza venir meno alla vocazione del nostro territorio, ed in questo senso, l’esempio della Borgogna è esemplare”. Matteoli ha concluso con la proposta di trasformare l’occasione creata dall’Assemblea di Confindustria Grosseto in un tavolo aperto per un confronto continuo: “Supportiamo le richieste delle imprese, non facciamoci sfuggire questa occasione!”.
Costruttivo anche l’intervento di Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto, che ha evidenziato ancora una volta l’importanza di un’azione di sistema: “Non dimentichiamoci – ha detto Bonifazi – che tutte le nostre azioni di programmazione devono essere inserite nel Piano Regionale di Sviluppo”. Bonifazi ha inoltre ribadito l’importanza che l’Amministrazione Comunale diventi soggetto sempre più attivo nello sviluppo economico: “Il Comune di Grosseto, sino ad oggi, ha avuto un solo addetto al turismo, tre all’agricoltura, tre al commercio, nessuno allo sviluppo economico. Abbiamo già iniziato a cambiare le cose, con l’istituzione di un nuovo assessorato creato ad hoc. Solo un primo passo, ma emblematico della consapevolezza che questa Amministrazione ha rispetto al ruolo che deve svolgere nella programmazione dello sviluppo”. Bonifazi ha ribadito il pieno accordo rispetto alla richiesta degli industriali di nuove aree produttive: “E’ innegabile che, se gli imprenditori devono spostarsi, seppure in altri comuni all’interno della provincia, dipende dal fatto che in questo comune non hanno trovato aree idonee ai loro progetti imprenditoriali. Da parte nostra daremo il massimo contributo per rispondere alla progettualità delle imprese”. Una riflessione a parte ha dedicato alle utilities, auspicando che sempre meno la provincia divenga, su questo fronte “terra di colonizzazione”, e, invece, sempre più capace di sfruttare al massimo queste opportunità, anche grazie alle imprese locali in grado di proporsi come soggetti qualificati nelle varie partite. “Tra le varie partite delle utilities una fondamentale è certo quella dei rifiuti. Ad oggi, il Comune di Orbetello non è nel Coseca: spero in una ventata di novità, con il nuovo Sindaco”.
“Colgo molto positivamente – ha esordito il presidente della Provincia, Lio Scheggi – lo spunto offerto dalla relazione del presidente Giannetti, il richiamo al 2020, quindi, ad una visione programmatica progettuale ad ampio respiro. Non si può negare che lo scenario prospettato dallo studio dell’Irpet sia, purtroppo, poco entusiasmante. Ma – ha osservato Scheggi – ricordiamoci che questa provincia è quella che è cresciuta di più, in Toscana, negli ultimi quindici anni, partendo da una posizione di indubbio ritardo. Gli imprenditori spingono, ci dicono: andiamo avanti. E siamo d’accordo. Mi piaceva però rilevare che quest’ultimo decennio ha registrato tratti significativi di dinamismo. Oggi lo scenario che ci troviamo ad affrontare è completamente diverso. Per questo, fare sistema è fondamentale per acquisire peso, anche a livello decisionale, e riuscire ad ottenere risultati migliori. Coesione e grande capacità progettuale sono fondamentali”.
Tra le varie priorità Scheggi ha indicato come conditione sine qua non le infrastrutture viarie e letelecomunicazioni: “Senza infrastrutture che ci colleghino al resto dell’Europa, senza accesso ai collegamenti telematici, non avremo possibilità per attrarre nuove imprese, nuovi centri di ricerca e di sviluppo, per avendo il nostro territorio tutte le caratteristiche necessarie ad accogliere nuove realtà di questo genere. Se non vogliamo arretrare, ma vogliamo proseguire cambiando, dobbiamo risolvere questo problema”.
Anche Ambrogio Brenna, assessore alle Attività Produttive della Regione Toscana, ha ribadito il concetto fondamentale del fare sistema: “I progetti che il sistema Grosseto presenta alla Regione Toscana vengono finanziati. Ma spesso si nota la mancanza di una regia, una dispersione delle energie. Bisogna, quindi, prima di tutto, che al suo interno il sistema trovi le risorse.
Fare sistema significa capacità di concertazione, di selezione, e quindi maggiore forza nel portare avanti le proprie istanze. Occorre investire nel ‘saper pensare, per evitare che l’approccio ai saperi diventi obsoleto. In questo senso sarà possibile innovare e sfruttare al massimo le grandi risorse che la nostra regione ha”.
Infine, nell’intervento conclusivo Sergio Ceccuzzi, presidente di Confindustria Toscana, ha esordito con una battuta: “Potremmo consegnare un aquilotto ad honorem ai nostri interlocutori, tanto siamo d’accordo sulle questioni prospettate. Quello che ci interessa, però, è: come facciamo a tradurle in fatti?
Questo Paese ha sofferto di due anni di stasi, dovute alle elezioni. Confindustria non fa il tifo per nessuno, quello che chiediamo è che finalmente si lavori. Le infrastrutture sono la condizione precompetitiva per qualunque territorio. Sappiamo bene quali sono le nostre responsabilità, quale la situazione del Paese, il debito pubblico, la mancanza di finanza: non viviamo sulla Luna. Ma vi sono molti strumenti che possono consentire di agire, come il Project Financing. Tanti sarebbero felici di pagare un pedaggio, purché la strada si faccia”. A proposito delle utilities, Ceccuzzi ha chiesto liberalizzazione, per consentire alle imprese di scegliere le offerte più convenienti, alla base delle condizioni per la competitività”.
“Sappiamo che sono necessari sacrifici – ha concluso Ceccuzzi –. Per troppi anni questo è stato un Paese che non ha scelto. Adesso bisogna scegliere”.
A chiusura dell’Assemblea Aristide Giannetti ha chiesto un minuto di raccoglimento per ricordare il direttore dell’Associazione, Giovanni Tamburro, da poco scomparso: “Un uomo che per trent’anni si è impegnato per questa terra, con passione. E così anche noi continueremo ad impegnarci”. All’Assemblea, che si è tenuta nella Sala Convegni di Grosseto Sviluppo, erano presenti le maggiori Autorità locali, politici, amministratori, associazioni di categoria, rappresentanti del mondo economico e, naturalmente, del mondo imprenditoriale.
La tavola rotonda è stata moderata in modo impeccabile da Giuseppe Silvestri, caposervizio de "Il Corriere di Maremma".
Un ringraziamento, da parte di Confindustria Grosseto, per il contributo all’iniziativa, va al Monte dei Paschi di Siena, Gruppo MPS e a Grafiche Effesei.

luglio 2006




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