“Lamentarsi non solo non serve più, ma non è mai servito – prosegue Giannetti –, e gli Industriali lo sanno bene, perché ogni giorno affrontiamo e risolviamo i problemi, non ne demandiamo la risoluzione ad altri. Il nostro intervento vuole essere una critica costruttiva e propositiva, un invito ad evitare il ripetersi di errori, già sperimentati in un passato neanche troppo lontano, che corrono il rischio di bloccare il lavoro che le Istituzioni portano avanti. Quei lavori che impegnano anche la Provincia ed il mondo economico ed imprenditoriale, inclusa la nostra Associazione, da sempre in prima linea.
L’Associazione Industriali risponde all’intervento del presidente della Provincia Lio Scheggi, pubblicato su “Il Tirreno”. “Il richiamo del presidente Scheggi – osserva Aristide Giannetti, presidente dell’Associazione Industriali – alle dimensioni delle nostre aziende è un dato di fatto innegabile, da anni ormai sotto gli occhi di tutti, che più volte anche l’Associazione Industriali ha evidenziato. Ma è importante ricordare che si tratta di un effetto, non di una causa: ed è soltanto rimuovendo le cause che hanno portato ai problemi che ogni giorno le imprese affrontano, e vivono sulla loro pelle, come anche i cittadini, che è possibile cambiare gli effetti nel futuro”.
Quello che ci preme richiamare alla riflessione di tutti è che il sistema di sviluppo locale degli ultimi vent’anni ha penalizzato l’industria – ed è un dato di fatto, non un’opinione – e che quindi è ora di portare avanti con coraggio nuove politiche in questo settore dell’economia della provincia, con la Provincia, e le Amministrazioni tutte, ciascuna secondo il ruolo e le responsabilità a cui è chiamata. Le imprese si sono sempre date da fare, fanno, e faranno sempre, perché ogni mese hanno costi ed impegni a cui far fronte. E’ con tristezza che rileviamo, però, che molti imprenditori investono e rischiano soprattutto ‘fuori casa’, fuori da questa provincia. E’ chiaro che la sfiducia che oggi investe il mondo economico, certo legata anche a dati congiunturali, soffre di questo passato, e per questo sono dinamiche che non possono essere ignorate.
E’ necessario creare le condizioni che consentano alle imprese di agire, con la stessa competitività, anche nel proprio territorio. Non disconosciamo certo l’impegno della Provincia: quello che diciamo è bene, continuiamo, facciamo di più, rimuoviamo le cause che impediscono la crescita, anche dimensionale, delle nostre imprese.
Perché è inutile negare che anche le dimensioni delle imprese che operano sul territorio sono una conseguenza del problema, non la causa.
Infine – conclude Giannetti –, per quanto riguarda le Utilities, è bene imparare da quanto è accaduto nel passato. Quello che interessa le imprese, prima di ogni altra cosa, sono le tariffe: perché proprio le tariffe sono il primo e determinante fattore di competitività. E’ chiaro che se le Utilities sono gestite senza lavorare su una politica che tenga conto anche di questo fondamentale aspetto, influiscono pesantemente, e non in modo positivo, sulla crescita delle aziende. Se la realizzazione delle Utilities ha alti costi di realizzazione e gestione, come tutti sappiamo, le conseguenti ricadute sul territorio saranno tariffe elevate, ma tariffe elevate non saranno sopportabili né dalle aziende (molte in fuga a tutt’oggi anche per questo motivo) né dalla comunità. Per questo lavorare insieme, ciascuno nei ruoli e nei campi di competenza, è fondamentale, se vogliamo davvero cambiare le cause per un futuro diverso e migliore”.
settembre 2005