Un’attenta ed efficace azione per la tutela dei prodotti alimentari tipici richiede un’azione sinergica che operi a più livelli, da quello istituzionale al mondo delle imprese alla corretta informazione del consumatore. Azioni di difesa di prodotti legati ai singoli territori, come quella perseguita da Siena, rischiano di essere inefficaci. Chi potrà impedire che i pici – senza la denominazione “Siena” – siano prodotti in altre regioni, o in altri paesi?E’ dei giorni scorsi la notizia diffusa dalla stampa della nascita di un comitato per chiedere all’Unione Europea il riconoscimento del marchio IGP per i “pici senesi”. Il disegno generale che Siena sta perseguendo, per ottenere una tutela di alcuni prodotti come “senesi” (ad oggi, panforte, ricciarelli e pici), esclusivamente per il proprio territorio, oltre a creare danno ad altre province produttrici, come Grosseto, rischia di non essere in grado di tutelare efficacemente proprio i prodotti che a Siena interessano. Infatti, una IGP ottenuta per i pici (o i ricciarelli etc.) solo per Siena, non potrà impedire che siano prodotti in Veneto piuttosto che in Calabria, o in Francia, piuttosto che in Germania, semplicemente come “pici” o “ricciarelli”.
Prodotti come i pici, i ricciarelli o il panforte non appartengono ad un solo territorio, ma a molte province toscane, così come altri prodotti. L’azione di tutela deve quindi poter contare su una stretta collaborazione e sinergia tra pubblico e privato (Regione, Provincia, Comuni, Camera di Commercio, Associazioni di categoria, Aziende), anche per contrastare le iniziative come quella di Siena che, alla fine, rischia di indebolire il prodotto toscano, anziché rafforzarlo, a detrimento delle altre province.
Un’attenta ed efficace azione per la tutela dei prodotti alimentari tipici della nostra provincia, come quelli della Toscana in generale, è ormai da considerare un’assoluta necessità per assicurare la valorizzazione e la promozione dei prodotti legati al territorio, e per contrastare la piaga della contraffazione che dilaga anche sui mercati esteri. La definizione di un marchio territoriale dei prodotti agroalimentari è quindi da promuovere con forza, ma agendo in modo tale da dare maggiore forza alla tutela della “marca Toscana”.
La difesa dei prodotti tipici toscani passa, infatti, attraverso la valorizzazione della tipicità stessa del prodotto, come parte di una tradizione che coinvolge molte aree della nostra regione, piuttosto che una singola area. Il ricciarello, i pici, il panforte ecc. vanno tutelati come prodotti “TOSCANI”, magari accompagnati da marchi territoriali più ristretti, ma impedire ad altri territori della Toscana la loro produzione è miope e non difende assolutamente la tipicità Toscana.
Pur comprendendo la motivazione della difesa del prodotto locale, l’Associazione Industriali Grosseto invita a guardare la questione in una prospettiva più ampia.
Difendere e riconoscere i “pici” (o altri prodotti) come prodotto tipico toscano è certamente prioritario per una reale opposizione alla scalata sempre più aggressiva dei prodotti-copia che arrivano dai Paesi stranieri.
Infine, è indispensabile attivare un’azione parallela di informazione capace di orientare il consumatore nella scelta dei prodotti di qualità.
agosto 2005