Un nodo cruciale per una provincia, come quella di Grosseto, con un elevato tasso di anzianità che, prevedibilmente, nei prossimi anni andrà aumentando. Per l'Italia sono intervenuti Michele Tiraboschi, Tiziano Treu e Giuliano Cazzola. Nel corso del dibattito è stata evidenziata la diversa situazione dell'occupazione degli anziani (nella fascia di età 50-64) nei mercati del lavoro di riferimento. Dalle relazioni presentate è emerso che, con idonee politiche del personale rappresentate, ad esempio, da forme di collaborazione e tutoraggio tra lavoratori anziani e quelli giovani, la forza lavoro "anziana" è in grado di raggiungere elevati livelli di produttività e competitività in ambito aziendale. E' stato inoltre evidenziato come l'impiego di lavoratori anziani in azienda presenti vantaggi organizzativi notevoli, rappresentati, ad esempio, da un livello di assenteismo molto più basso di quello che si registra per i giovani. Il fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione deve dunque inevitabilmente essere analizzato, valutato e gestito in tutte le sue ricadute sull’organizzazione d’impresa, al fine di evitare che le aziende si trovino impreparate a gestire un mix di risorse sbilanciato e, a volte, imprevisto. dicembre 2004
Il fenomeno del progressivo invecchiamento della popolazione, particolarmente accentuato in Italia, è destinato a produrre effetti significativi sul piano economico, sociale e sanitario del Paese. Dal punto di vista economico-produttivo, si rende necessaria l’adozione di interventi volti a gestire al meglio le conseguenze di una forza lavoro sempre più anziana. Accanto ad interventi di carattere politico, da elaborarsi a livello nazionale, volti a favorire una maggiore occupabilità degli anziani, anche le aziende sono chiamate ad elaborare politiche delle risorse umane volte a gestire, secondo criteri di produttività e competitività, la presenza di una forza lavoro aziendale in età crescente.
All’argomento, nei giorni scorsi, è stato dedicato un convegno internazionale organizzato dalla Fondazione "Marco Biagi", con la collaborazione della Commissione europea. Il convegno si è tenuto a Modena, presso la Facoltà di Economia dell'omonima Università. Sono intervenuti come relatori numerosi accademici, provenienti da Università europee (Francoforte, Parigi, Warwick), dal Giappone e dagli Stati Uniti per discutere il tema dell'occupazione degli anziani.
Un mancato impegno in tal senso, potrebbe, infatti, innescare pericolose conseguenze a livello economico e organizzativo, sia per le aziende che per i lavoratori.
I rischi potenziali per l’azienda, di fronte all’assenza di appositi strumenti organizzativi di gestione di una forza lavoro sempre più anziana, potrebbero, infatti, consistere in una gestione antieconomica delle risorse umane, che porterebbe inevitabilmente ad uno svantaggio competitivo sul mercato. Ulteriore rischio per l’azienda sarebbe quello di subire un’obsolescenza tecnologica, che si tradurrebbe in una ulteriore perdita di competitività.
Anche il lavoratore verrebbe danneggiato dall’assenza di strumenti gestionali adatti a fronteggiare e gestire al meglio la sua più lunga permanenza in azienda, rischiando di essere confinato in un isolamento demotivante e improduttivo o, diversamente, trincerandosi dietro i privilegi e i poteri acquisiti.