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Cappelli: “L’Associazione Industriali non ha bandiere politiche”

Le riflessioni ed i richiami di Sani, segretario dei DS e di Rifondazione Comunista alle posizioni dell’Associazione Industriali meritano risposte articolate e convincenti. Ma – osserva Antonio Cappelli, presidente dell’Associazione Industriali Grosseto – mi limiterò sul giornale a poche parole, perché i referenti naturali delle Associazioni di categoria sono gli Enti locali della provincia e non le Segreterie di partito.

1) Purtroppo devo prendere atto che alzando il dito in disaccordo (legittimo) con alcuni, ben precisati enti locali, si registrano le critiche delle Segreterie di partito e non dei diretti interessati, fatto questo abbastanza deludente.
2) Scorrendo i comunicati di Sani e Rifondazione Comunista (chi? non è firmato) si avverte la solita aria fritta e rifritta dei proclami economici pre e post elettorali e delle punzecchiature contro la Destra, pardon, il Centro-Destra.
So di deludere alcuni, ma l’Associazione Industriali non ha bandiere e non prende ordini da segreterie di partito, tanto meno dal Governo regionale e Nazionale. Per questo motivo persone come il sottoscritto o Federico Vecchioni si beccano un giorno sì ed uno no l’epiteto di ‘fascisti’ o ‘comunisti’, dall’oratore di turno.
La realtà è più semplice di come la si vuole dipingere: chi si trova a rappresentare gli interessi delle imprese, di tutte le imprese della provincia, non può essere né fascista né comunista, ma può essere solo pro o contro il mondo economico locale.
3) L’Associazione Industriali si trova talvolta in disaccordo con chi amministra e delinea scenari futuri dai quali dipende il futuro delle nostre imprese. Non abbiamo risparmiato critiche costruttive né al Comune di Grosseto per le tasse sui rifiuti o per il Piano Strutturale o per il nuovo regolamento edilizio, per la politica di privatizzazioni; né all’Amministrazione Provinciale per il Piano dei Rifiuti e per la revisione del Piano territoriale di Coordinamento; né alla Regione Toscana per il Parco Marino, per lo statuto recentemente revisionato; né al Governo per le risorse economiche che apparivano e sparivano dalla Legge Finanziaria per la messa in sicurezza della pista dell’aeroporto civile gestito dalla SEAM. Lo facciamo e continueremo a farlo nell’interesse delle imprese. La differenza tra bravi politici e vecchie ciabatte sta in chi si mette al tavolo di discussione, ascolta e fa una sintesi delle istanze che sfocia in qualcosa di produttivo e chi fa finta di ascoltare e preferisce poi ‘demolire’ anziché costruire cose nuove, per dimostrare cosa è il potere.
Non è un caso, credo, che anche grazie ad un’azione coesa delle categorie economiche in questo ultimo biennio si sia avvicinata la Camera di Commercio agli interessi del mondo economico, si siano sbloccate questioni datate come il Polo fieristico, si siano gettate le basi per il nuovo corso della Grosseto Sviluppo (o si sia chiarita altrimenti la necessità di liquidare la Società), si sia sviluppata l’attività del Polo Universitario Grossetano, si stia sviluppando l’Internazionalizzazione e la formazione d’impresa come mai in passato.
4) Nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Industriali sono rappresentate aziende di tutti i principali settori economici, con imprenditori dagli ideali politici che spaziano in tutto l’arco costituzionale, ma sono prima di tutto imprenditori e le politiche di settore si decidono insieme.
5) Nel merito e nel concreto delle questioni gli imprenditori dell’Associazione c’entrano sempre, non fanno passerelle politiche. Sapete – conclude Cappelli – cosa manca più di frequente agli innumerevoli tavoli tecnico-politici ai quali ho partecipato? L’amore, la passione, la responsabilità fatta anche dell’urgenza di voler dare risposte, il credere incrollabilmente che si può riuscire veramente a dare le gambe ai grandi progetti. La grande Tioxide ha bisogno di questo contesto, così come il piccolo e bravo artigiano, come pure l’imprenditore agricolo.
6) Se sbaglio, sono pronto a correggermi”.

Leggi il primo intervento di Antonio Cappelli
Basta con la politica del no

novembre 2004











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