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Andamento ancora incerto e non uniforme della produzione industriale

Dopo i segnali di ripresa rilevati nel secondo trimestre 2004, la meccanica varia torna a vivere una fase di stagnazione, nonostante la Commissione Europea nella sua analisi sulla competitività dell'industria meccanica metta in evidenza i progressi compiuti dal nostro paese, che con una quota pari al 19%, si colloca al secondo posto dopo la Germania (40%) per produzione di meccanica varia.

È quanto emerge dai risultati dell'indagine trimestrale sull'andamento del settore resi noti da ANIMA (Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica varia ed Affine).

Tra le cause della flessione, nelle parole del presidente ANIMA Savino Rizzio "la pesante manovra speculativa sui prezzi delle materie prime, che si vanno a sovrapporre ai consueti problemi strutturali che contribuiscono a limitare le prestazioni delle aziende meccaniche. Mentre per i prodotti a base di rame vi è la consueta volatilità, l'acciaio è largamente disponibile, ma solo a chi è disposto a pagare prezzi sempre crescenti. Impossibile ripercuotere questi aumenti sulla clientela, e quindi, anche se i fatturati tengono, i profitti calano inesorabilmente."
Analizzando i dati elaborati dalla Federazione su un campione di 432 imprese associate, emerge che tra luglio e settembre il saldo tra le aziende che denunciano una situazione di fatturato "migliorata" e quelle che invece la giudicano "peggiorata" è sceso dal 39% del II trimestre 2004 al -11,1% del III trimestre 2004. Aumentano infatti le aziende che dichiarano peggiorato il fatturato complessivo rispetto al periodo aprile/giugno 2004, dal 12,3% del periodo precedente al 34,7%, mentre diminuiscono quelle che segnalano un incremento (il 23,6% delle aziende contro il 51,3% nel II trimestre 2004). Fatturati stabili per il 41,7% del campione.
Situazioni equivalenti sia sul mercato interno, con un saldo pari a -14,3% (era 31,6% nel trimestre precedente), che sui mercati esteri, che hanno fatto registrare un saldo pari a -3,6% (36,5% del II trimestre). Le aziende che dichiarano migliorato il fatturato Italia sono infatti il 19,4% (45,6% nel II trimestre 2004), contro il 33,7% che lo indica peggiorato (era il 14% nel trimestre precedente), mentre per quanto riguarda i mercati esteri le imprese che nel periodo luglio/settembre giudicano migliorato il fatturato sono il 24,3% (45,1% nel II trimestre 2004) contro il 27,9% che invece registra un peggioramento (8,6% nel periodo precedente).
La situazione ordini rimane invariata rispetto al trimestre precedente, con un carnet ordini pari a 2,7 mesi di lavoro assicurato. I segnali di stagnazione segnalati dagli imprenditori non impediscono però loro di guardare con un certo ottimismo al trimestre in corso, in linea con le previsioni positive espresse dai principali istituti di ricerca economica europei. Le previsioni per il IV trimestre sono tuttavia improntate su un cauta fiducia nella ripresa: se il 55,8% delle imprese si attende infatti il perdurare di una sostanziale stabilità, si prospetta un incremento del fatturato per il 26,3% delle aziende, mentre solo il 17,9% prevede un peggioramento. L'indagine denuncia aspettative di un leggero miglioramento sia per quanto riguarda l'Italia che l'estero.
Stabile la previsione relativa all'occupazione (per il 86,7% delle aziende intervistate). Una situazione di stallo caratterizza anche i programmi di investimento.

(Fonte: Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia ed Affine - ANIMA)

novembre 2004











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