PER LE IMPRESE - Lavoro e Previdenza
Mabro, a Natale i soldi per i dipendenti in cassa integrazione

Riunione del tavolo di crisi in Regione con l’assessore Simoncini. Riconfermati gli impegni di tutti e il ruolo di Fidi Toscana. Avviati contatti con imprenditori per nuovi ingressi in società. La situazione con i creditori.

Sarà un Natale più tranquillo quello che attende i cassintegrati e i dipendenti della Mabro, l’azienda di confezioni maschili di alta gamma di Grosseto, dopo la riunione del tavolo di crisi presieduta dall’assessore Gianfranco Simoncini, che si è tenuta nei giorni scorsi in Regione Toscana. Una riunione che ha permesso di fare il punto della situazione e di confermare il percorso delineato tutti insieme, maestranze, sindacati, istituzioni, rappresentanti dell’azienda e di confindustria, per salvare l’azienda e il grande patrimonio di “saper fare” nella panorama maschile del made in Italy che rappresenta. Una riunione definita positiva da tutti i presenti, che ha permesso – come ha sottolineato l’assessore Simoncini - di prendere atto di un percorso serio, che è stato avviato per il risanamento finanziario e il consolidamento industriale, che consente di guardare con ragionevole speranza al futuro e pone le basi per l’ingresso nel capitale sociale della stessa Fidi Toscana. Un percorso sul quale è stato ribadito l’impegno unanime. La prima notizia positiva riguarda la retribuzione. I dipendenti in cassa integrazione riscuoteranno a Natale, grazie all’anticipo che l’azienda, per bocca del suo presidente e dell’amministratore delegato, ha riconfermato, dopo la firma del decreto da parte del Ministro Damiano. C’erano tutti al tavolo presieduto da Simoncini: il sindaco di Grosseto, gli assessori provinciali al lavoro e alle attività produttive, il vicedirettore di Fidi Toscana, il presidente e l’amministratore delegato di Mabro, la confindustria grossetana, la Rsu aziendale e i rappresentanti territoriali di Cgil, Cisl e Uil. E’ stato il vicedirettore di Fidi Toscana, Leonello Castaldelli, a fare il quadro delle iniziative assunte e sulle quali la finanziaria pubblica della Toscana è impegnata da molti mesi in un difficile mosaico di trattative con le banche creditrici e con i vertici regionali e nazionali dell’Agenzia delle entrate e dell’Inps. Riconfermato inoltre l’accantonamento, già effettuato, della somma necessaria da parte di Fidi Toscana ai fini dell’ingresso diretto, non appena possibile, nel capitale sociale di Mabro, con una partecipazione che sarà “significativa” ma tale da non incorrere nei fulmini della Commissione Ue in tema di divieto di aiuti di Stato. Riconfermati inoltre i contatti avviati per un nuovo ingresso imprenditoriale nell’azienda con “soggetti idonei per capacità finanziarie e industriali”, sia in Toscana che nel nord del Paese. Sul fronte del credito a breve e di quello a medio termine da parte del gruppo Mps e Banca Toscana e di Bnl – ha soggiunto il rappresentante di Fidi Toscana – sono state raggiunte intese che permettono all’azienda di lavorare e di puntare all’obiettivo di far crescere la redditività aziendale, necessaria non solo per la salvezza ma anche per il rilancio e la valorizzazione dell’azienda. L’assessore regionale ha ricordato inoltre l’impegno speso dalla Regione, con il coinvolgimento del Presidente Martini, e dalle istituzioni locali sul fronte del Ministero del Lavoro, che hanno visto lo stesso Simoncini, sin dall’inizio dell’apertura del tavolo di crisi, in stretto e costante contatto con il sottosegretario Sestini prima, e adesso con il sottosegretario Rinaldi e con lo stesso Ministro Damiano. Oggi, dopo un anno di lavoro, possiamo dire – ha concluso Simoncini – che abbiamo potuto dare continuità alla produzione e che grazie all’impegno di tutti, allo sforzo determinante delle maestranze, alla disponibilità di managment e proprietà, grazie al ruolo primario che Fidi Toscana svolge, la scommessa per la Mabro può essere portata avanti e sono stati compiuti passi significativi sia sul piano industriale che nel rapporto con le banche e con i creditori privilegiati. Continuiamo tutti a fare la nostra parte, sapendo che questi sforzi stanno determinando le condizioni per raggiungere l’obiettivo che a tutti sta a cuore: salvare la Mabro e valorizzare il suo grande patrimonio.

dicembre 2006




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