PER LE IMPRESE - Lavoro e Previdenza
Call center, Confindustria chiede certezze

Beretta: “La materia va affrontata tenendo conto delle specificità del settore”

“Per poter operare le aziende hanno bisogno di un quadro di riferimento coerente e soprattutto di certezze. Niente di più lontano da quanto sta avvenendo nella vicenda dei call center”.
Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria, chiede certezza delle norme e ricorda come su questa materia ci siano stati nei mesi scorsi accordi con i sindacati e una circolare del ministro Damiano per consentire, anche in questo ambito, la più corretta applicazione alla legge 30: “L’intervento dell’Ispettorato del lavoro - fa notare - si sovrappone in maniera preoccupante a quanto è stato concordato, generando nelle aziende del settore incertezza e timori. E’ evidente che lavorare in queste condizioni è molto difficile per qualunque impresa: un aspetto che sarebbe gravissimo sottovalutare”. “Al di là della vicenda specifica, e della esigenza di gradualità nella trasformazione di alcune posizioni lavorative proprio alla luce di quanto previsto dalle norme in vigore, è importante che si affronti questa intera materia tenendo nella giusta considerazione le specificità non solo dei cosiddetti call center ma dell’intero comparto delle aziende che forniscono servizi alle imprese. In tutto questo settore, che sta assumendo un peso sempre più rilevante, forme strutturali di flessibilità sono indispensabili perché connaturate alle attività stesse. E’ questa una necessità indispensabile se non si vogliono mettere davvero a rischio situazioni in essere, ma soprattutto se non si vogliono pregiudicare nuove iniziative che possono contribuire in maniera importante alla crescita economica e all’occupazione. Le specificità e le potenzialità di questi settori dovrebbero invece spingere verso la rapida definizione di un nuovo contratto collettivo di lavoro per le realtà che forniscono servizi alle imprese, realtà per le quali è difficile adottare le soluzioni classiche dei contratti esistenti.
La sfida che tutti abbiamo di fronte è quella di realizzare condizioni di quadro generale che, nella certezza delle regole, siano davvero attente alle esigenze dello sviluppo e perciò in grado di rendere il nostro paese più attrattivo per iniziative imprenditoriali sia italiane sia straniere”.

Risorse on line
Confindustria

agosto 2006




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