Basta con la frammentazione di delegazioni, missioni e uffici all’estero. Si devono fondere Toscana Promozione e tutte le “Promo” provinciali in un’unica società per evitare sprechi e non confondere i mercati.L’esigenza di riorganizzare una volta per tutte il sistema della promozione nella nostra regione è stata posta di nuovo e con forza dal Presidente di Confindustria Toscana Sergio Ceccuzzi, intervenuto all’assemblea degli industriali di Massa Carrara.
“L’economia regionale conferma la sua vocazione all’export e la componente estera ha dato un contributo significativo alla ripresa in atto – ha detto Ceccuzzi. Ma potremmo fare di più, perché le potenzialità del commercio globale sono enormi; le imprese toscane si stanno riposizionando con successo sui mercati, ma devono poter contare su un sistema della promozione che accompagni con efficacia i loro sforzi”.
“E qui, purtroppo, continuiamo ad assistere ad una totale incapacità di fare sistema, con una sterile frammentazione di iniziative, delegazioni e missioni all’estero da parte di una molteplicità di soggetti che operano senza alcun coordinamento e regia – ha proseguito Ceccuzzi – una situazione che comporta dispendio di risorse, energie e genera confusione negli stessi interlocutori, incapaci di capire perché il Made in Italy abbia bisogno di cento ambasciatori”.
“Il problema è noto da tempo sia alla Regione che al sistema camerale; c’è una larga condivisione sulla necessità di intervenire, ribadita anche da studi e documenti. Purtroppo non sono seguiti fatti concreti; e la polverizzazione degli interventi su scala locale continua a zavorrare la competitività del nostro export. È necessario intervenire, perché le risorse si assottigliano e non possiamo permetterci azioni che non garantiscano continuità, incisività ed efficacia – ha ricordato Ceccuzzi –, che ha rilanciato: lo stesso Ministero del Commercio Internazionale, nelle Linee direttrici dell’Attività promozionale emanate lo scorso giugno, ha ribadito la necessità di maggiori sinergie e strategie di rete fra tutti i soggetti della promozione e le categorie economiche, che oggi ‘operano in maniera asistemica’. Per la nostra regione, gli industriali propongono di trasformare Toscana Promozione in una società per azioni in cui fondere tutte le ‘Promo’ operanti a livello provinciale, trasformate a loro volta in Spa; operazione questa suggerita dalla normativa che raccomanda la trasformazione in Spa di tutte le agenzie speciali operanti a livello camerale.
Questa fusione eviterebbe i costi di un pullulare di CdA e bene si inquadrerebbe nel ‘fare sistema’ che tutti invocano a parole, ma che quasi sempre non praticano nei fatti”.
“Certamente la nuova società dovrà avere una governance snella, basata su professionalità riconosciute per la parte gestionale; c’è bisogno di semplificazione e di efficienza decisionale non di creare nuove sovrastrutture – precisa Ceccuzzi. Per questo proponiamo la costituzione di un Comitato di indirizzo, ove siedano tutte i soggetti economici, ed una gestione affidata ad un CdA di cinque componenti, due in rappresentanza di Regione e Unioncamere, due per industriali e artigiani - che sono i principali destinatari, ma anche i protagonisti dell’azione di promozione – ed un Presidente di riconosciuta competenza”.
“Azioni promozionali davvero efficaci hanno bisogno di azioni mirate, risorse adeguate, ma soprattutto di una “massa critica toscana” anche per consentire alle nostre Pmi di inserirsi stabilmente nei mercati internazionali. Oggi l’attività promozionale deve essere fatta da una filiera di servizi e di iniziative di alta qualità e innovazione, che necessariamente coinvolgono professionalità diverse, dalla finanza alla logistica. E la competizione globale non consente più iniziative estemporanee e scoordinate che rischiano solo di trasformarsi in inutili e costosi soggiorni all’estero, senza alcuna ricaduta concreta e duratura” ha concluso Ceccuzzi.