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Le istanze delle Confindustrie del G8

Lotta al credit crunch, Doha Round positivo e accordi chiari sulla riduzione delle emissioni. Queste le raccomandazioni che Confindustria e le associazioni imprenditoriali dei paesi G8 rinnovano ai capi di Stato e di Governo alla vigilia del G8.

Le confindustrie invitano i Leader a considerare il mondo imprenditoriale quale partner affidabile per affrontare le questioni più urgenti a livello internazionale, come già indicato in occasione del Business Summit del 23 e 24 aprile 2009 a Santa Margherita di Pula.

Su crisi finanziaria ed economica l’impegno deve essere principalmente volto a evitare, o mitigare, l’impatto di una più ampia stretta creditizia. È fondamentale per le aziende ripristinare l’accesso al credito a condizioni ragionevoli. L’esigenza di rafforzare la stabilità finanziaria richiede riforme idonee in grado di garantire il giusto equilibrio tra una migliore regolamentazione e la prevenzione del rischi.

Su libertà di commercio e investimenti, l’esito positivo del Doha Round rimane fondamentale per assicurare parità di condizioni a livello mondiale, oltre a scoraggiare la deriva verso un maggiore protezionismo ed isolazionismo dell’economia. Il raggiungimento dell’accordo rappresenterebbe un segnale concreto di efficace cooperazione internazionale, nonché un potente stimolo per la ripresa dell’economia mondiale e la crescita delle economie in via di sviluppo e di quelle meno sviluppate. Occorre evitare l’innalzamento di nuove barriere al commercio e agli investimenti e promuovere mercati non discriminatori per le materie prime oltre alla tutela degli investimenti e dei diritti degli investitori.

Sulla sfida dei cambiamenti climatici, il G8 Business richiama la necessità di giungere ad un accordo su un chiaro, equo e rigoroso impegno globale alla riduzione delle emissioni in occasione della COP15. Ribadiamo la necessità di ripartire l’onere della riduzione delle emissioni tra tutti i settori della società, sostenere l’innovazione e valutare le più ampia gamma di opzioni atte a ridurre le emissioni di gas serra. Le politiche in questo campo vanno adattate alle priorità e alle capacità nazionali e va perseguita una più stretta cooperazione a livello internazionale. L’efficienza energetica resta una strategia cardine, mentre occorre anche in questo campo proteggere i diritti di proprietà intellettuale affinché la commercializzazione delle tecnologie ambientali sia vantaggiosa per tutti.

luglio 2009






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