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Finco - Piano Casa: rendere permanenti le misure

Necessarie omogeneità e certezza dei tempi. 20 miliardi e 200 mila posti di lavoro in più il potenziale della manovra nel biennio.

Rendere permanenti le agevolazioni sia per le imprese che per i cittadini contenute nel Piano casa per permettere una programmazione migliore e a lungo termine. Questa la richiesta di Finco. L’associazione, che rappresenta le Industrie ed i Sistemi per le Costruzioni e Manutenzioni edili e stradali, giudica positivamente le misure adottate nel Piano Casa che, pur se in un quadro frammentato, è in grado di promuovere sviluppo ed occupazione in funzione anticiclica e porterà nel 2010 ad una ripresa nel settore. Secondo l’Associazione, l’effetto positivo del Piano Casa per le imprese industriali ed artigiane poteva essere di 20 miliardi di euro e 200.000 posti di lavoro (tra posti “salvati” e nuovi posti generati). Questa stima però va in parte rivista al ribasso dato che sono venuti a mancare due requisiti importanti: l’omogeneità del provvedimento in termini di volumetrie e di ampliamenti consentiti, di estensione temporale delle agevolazioni, di tipologie di manufatti, e soprattutto la tempestività. È fondamentale infatti la certezza dei tempi d’inizio lavori sottoposti ad autorizzazione. Il lasso di tempo necessario potrebbe deprimere molto l’effetto del Piano, poiché la maggior parte delle Regioni pongono il limite dei 18 mesi per la effettuazione degli interventi.
La parte principale del Piano è la misura di demolizione e ricostruzione con premio volumetrico: “abbattere per ricostruire”. Si tratta di un provvedimento di sostituzione urbana che considera il territorio come risorsa limitata, in un Paese, come l’Italia, urbanizzato e costruito e che supera il problema del costo delle aree. Il Piano però deve essere concepito come una lungimirante azione di riqualificazione del patrimonio edilizio urbano, razionalizzazione urbanistica e soprattutto del contenimento del consumo energetico.
In Italia vi sono infatti 31 milioni di case e circa i due terzi di esse sono state costruite prima del ‘76, quindi sono vecchie e inefficienti dal punto di vista energetico. Per questo è indispensabile il programma di abbattimento e ricostruzione, anche per recepire la Direttiva Ue sul rendimento energetico in edilizia. A questo scopo Finco ritiene opportuno rendere permanente la “rottamazione” degli edifici, che consentirebbe peraltro una più facile erogazione anche della agevolazione del 55% per la “riqualificazione sismica” spalmata nel tempo.
Infine, Finco rileva la positività dell’accordo raggiunto tra Governo e Regioni, comunicato dal Ministero per le Infrastrutture martedì 23 giugno, sulla semplificazione dell’azione amministrativa. Infatti, grazie alla revisione dell’articolo 14 della legge 241/90, la convocazione della Conferenza di Servizi da obbligatoria diventa possibile e si stabilisce un decisore definitivo nei vari livelli di controversia tra Enti Locali, e tra questi ultimi e Governo.

luglio 2009






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