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Servono almeno otto miliardi complessivi di euro per mettere a norma i “fondamentali” della sicurezza stradale su tutta la rete in Italia. Nel 2007 sono stati spesi appena 300 milioni per le dotazioni di sicurezza e Finco, la Federazione che raggruppa all’interno di Confindustria la filiera delle dotazioni stradali e delle attività connesse, chiede che vengano reperiti fondi per la sicurezza e la gestione della rete stradale italiana (dalla Cassa Depositi e Prestiti, dagli avanzi di esercizio Inail, dai provenienti cotravenzionalie da altre entrate provenienti dalla Circolazione Stradale ) e propone che la strada, al pari dei luoghi di lavoro, entri a pieno titolo nel pacchetto sicurezza. La cattiva manutenzione delle strade, spiega la delegazione guidata da Gabriella Gherardi Presidente Aisess e Vice Presidente Finco, da Angelo Artale Direttore Generale Finco e da Dino Setola Presidente Barriere Acai nel corso dell’audizione alla IX Commissione Trasporti della Camera, provoca, secondo uno studio dell’università Federico II di Napoli, circa il 40% delle concause degli incidenti che si verificano ogni anno. Ma nelle quattro proposte di legge in discussione in Parlamento mancano riferimenti a meccanismi automatici e duraturi di finanziamento della manutenzione e riferimenti a controlli e relative sanzioni sugli enti obbligati dalla normativa alla manutenzione. In questo quadro, Finco chiede al Legislatore che sia realmente destinato alla sicurezza stradale, come prevede l’articolo 208 del codice della strada, il 50% dei proventi da contravvenzioni. Oggi queste risorse – fa notare Finco – finiscono ad altri fini nelle casse delle amministrazioni centrali e/o locali: “E’ un’ottica miope, perché il costo sociale degli incidenti (30 miliardi circa annui per oltre 5 mila morti e 32 mila feriti) si scarica poi sullo Stato e in definitiva sul contribuente, ed è di gran lunga superiore agli introiti così ottenuti a livello locale” . Alla fiscalità generale – denuncia ancora Finco - arrivano risorse dal mondo della strada per 78 miliardi di euro (studio Anfia). Di queste, però, poco o nulla torna a beneficio delle strade stesse. Di qui la richiesta di sanzionare le amministrazioni comunali che non destinino tali cifre alla manutenzione e l’istituzione di un sottosegretariato presso la presidenza del Consiglio con compiti di coordinamento e di controllo dei numerosi Ministeri che a vario titolo si occupano della complessa materia . Insomma definire una "governance" realmente efficace per questa perdurante emergenza che rappresenta il piu grande rischio di massa del Paese: la Circolazione Stradale. On line