Moltrasio: “Le industrie Ue rischiano di perdere competitività, le regole devono essere rispettate da tutti”.“Temiamo che, se entrassero in vigore, alcune delle proposte di Mandelson, in particolare quelle riguardanti il concetto di interesse economico generale della Ue, si ridurrebbe l'efficacia del dispositivo antidumping, esponendo l'industria europea a ulteriori perdite di competitività, causate dalle importazioni di prodotti manifatturieri a basso costo, molto spesso sovvenzionati, anche in maniera occulta, dagli Stati. Confindustria sostiene il libero mercato, ma le regole devono essere rispettate da tutti e applicate uniformemente”.
Andrea Moltrasio, vicepresidente di Confindustria con delega per l’Europa commenta i temi emersi a Bruxelles nel corso del seminario organizzato dalla stessa Confindustria e dalle omologhe rappresentanze tedesca, Bdi, francese, Medef, spagnola, Ceoe (e da altre 16 federazioni industriali europee rappresentative dei settori industriali maggiormente colpiti dalle pratiche commerciali sleali) per valutare l'opportunita' delle proposte di modifica del sistema europeo di difesa commerciale avanzate dal Commissario Ue al commercio Peter Mandelson."L'Italia e l'Europa – ha spiegato Moltrasio - hanno bisogno di mantenere e tutelare una solida base industriale sul proprio territorio. Le proposte tecniche di riforma non sono ancora note, ma dal processo di consultazione pubblica avviato dalla Commissione con il Libro Verde e dal dibattito di orientamento avvenuto poche settimane fa presso il Collegio dei Commissari, emerge una linea in sostanziale disaccordo con le legittime richieste dei produttori europei, condivise dalla larghissima maggioranza delle organizzazioni industriali di rappresentanza”.“La strategia di giganti economici – aggiunge -come per esempio la Cina, è di desertificare alcuni settori industriali, quali siderurgia, chimica, tessile o calzature, per mettere fuori dal mercato i nostri produttori e rialzare successivamente i prezzi. Ecco perché anche il consumatore finale non ha interesse che il sistema di difesa commerciale europeo venga indebolito. Per non parlare dei problemi, crescenti, legati alla sua sicurezza. Inoltre – conclude Moltrasio - Confindustria ritiene che nessuna riforma unilaterale debba essere varata prima che si concluda l'attuale round dei negoziati commerciali del Wto." ottobre 2007