“Doveroso sensibilizzare il pubblico sulla lotta alla illegalità”. Confindustria ritiene infatti che la lotta alla contraffazione, all’abusivismo commerciale e al lavoro minorile, richieda uno sforzo di sensibilizzazione anche dei consumatori.Sollecitare l’interesse del pubblico e quello degli organi che hanno il potere, e soprattutto il dovere, di intervenire con una regolamentazione seria e interventi mirati in difesa di chi lavora nel rispetto delle regole: l’iniziativa anticontraffazione di Aimpes (Associazione Pellettieri aderente a Confindustria), che in piazza del Popolo, a Roma, ha presentato il “cubo” anticontraffazione, esposizione di creazioni manifatturiere italiane in contrasto con merce contraffatta e realmente sequestrata, va nella giusta direzione per creare un’efficace strategia di contrasto. Confindustria ritiene infatti che la lotta alla contraffazione, all’abusivismo commerciale e al lavoro minorile, richieda uno sforzo di sensibilizzazione anche dei consumatori, che spesso non conoscono le dimensioni del fenomeno e le sue ricadute sul sistema economico. La pelletteria è in particolare uno dei settori più colpiti.
La stima del giro d’affari della contraffazione si aggira intorno a 1,2 miliardi di euro, pari al 36% del fatturato ufficiale. A subirne maggiormente i danni è il commercio delle borse che si stima copra circa il 70% della cifra d’affari illegale del mercato, per un valore presunto di 840 milioni di euro. Cinture e piccola pelletteria ammontano a circa il 20% del fatturato illecito (240 milioni di euro), mentre il fatturato illegale per la valigeria, borsoni da viaggio, zaini o cartelle da lavoro, è stimato vicino al 10%, con un valore presunto di 120 milioni di euro. luglio 2007