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Una scuola ancora lontana dal mondo del lavoro

Una ricerca di Nomisma su formazione e impresa. L’assessore Simoncini: “Occorre più lavoro, qualificato ed economicamente stabile”.

Una scuola ancora distante dalle esigenze del mondo del lavoro, il bisogno di un’istruzione mirata sulle necessità delle imprese. Questo è in sintesi, quanto emerge dal rapporto curato da Nomisma per la Regione Toscana e che ha utilizzato, fra l’altro, i dati dell’indagine Excelsior 2004, sistema informativo sull’occupazione e formazione realizzato dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in collaborazione con Unioncamere, Ministero del lavoro e Unione europea.
“Il rapporto tra formazione e mercato del lavoro – spiega l’assessore regionale all’istruzione, alla formazione e al lavoro, Gianfranco Simoncini - è l’aspetto centrale di questa ricerca e rappresenta un tema strategico anche per la Regione Toscana che, facendo proprie le indicazioni di Lisbona, è impegnata a costruire una società più competitiva, basata sulla conoscenza, capace di creare lavori migliori e maggiori, economicamente stabili, qualificati e tutelati. Questa analisi si inserisce nel lavoro di ricerca e di studio che costituisce per noi un impegno costante, fornendoci un quadro aggiornato e dettagliato sui contesti e fattori di cambiamento della società toscana, indispensabile per operare decisioni e scelte delle politiche regionali”.
L’indagine ha analizzato il rapporto scuola-impresa ricostruendo l’iter di ricerca di lavoro di 600 diplomati degli istituti tecnici e professionali della Toscana del 2001 attraverso una serie di interviste ad imprese e giovani. Mentre lo studio precedente del 1999 ha preso in esame i diplomati presso istituti professionali che avevano ottenuto il diploma in cinque anni (tra il 1993 e il 1997), quello presente ha coinvolto i diplomati di istituti sia professionali che tecnici a tre anni dal diploma. Secondo il sistema informativo Excelsior, nel 2004 le nuove assunzioni di lavoratori dipendenti sono state, in Toscana, pari a 42.778, in leggero calo rispetto al totale dell’anno precedente. Tra le province toscane quelle costiere (Grosseto, Massa e Lucca), nonostante la situazione occupazionale sia meno favorevole, presentano segnali positivi da ricondurre al settore turistico, elemento trainante del mercato del lavoro. Emerge inoltre che per le imprese il titolo di studio non rappresenta un elemento così determinante ai fini dell’assunzione. Infatti, nel 2004 le imprese con meno di 10 addetti hanno assunto maggiormente personale con bassa scolarizzazione rispetto alle imprese più grandi. Di fatto, tra le 10 professioni più richieste troviamo: istallatori di impianti elettrici ed elettricisti, cuochi e addetti alla preparazione dei cibi, ma anche specialisti aziendali in promozione, marketing e comunicazione, orafi e tecnici dei processi, programmazione e qualità.
Nel 2004 le previsioni di assunzione di laureati non superano il 7,3% del totale, quelle di diplomati il 29,5% e quelle di chi ha solo la licenza media inferiore circa il 47%. Questo è dovuto alla forte presenza in Toscana di piccole e micro imprese. Se da un lato, le piccole imprese richiedono personale generico, dall’altro le aziende più strutturate cercano personale più qualificato difficilmente reperibile. In generale, i giovani diplomati s’inseriscono nel mondo del lavoro dopo pochi mesi dal conseguimento del titolo, anche se tendono a rifiutare un’offerta lavorativa che li costringe ad allontanarsi dalla propria città, ma si tratta comunque di mansioni non coerenti con gli studi svolti. Dati questi che confermano i risultati dell’indagine svolta nel 1999. Rispetto all’indagine precedente, cresce invece il numero dei diplomati professionali che hanno svolto un’attività di formazione all’interno di un’azienda. Tuttavia permane l’esigenza da parte sia dei diplomati professionali che dei tecnici di attivare percorsi scolastici più professionalizzanti e mirati alle necessità delle imprese, insieme ad una maggiore formazione in azienda con stage e tirocini.
Quindi, studi più specifici accompagnati da una maggiore componente pratica, un continuo aggiornamento delle competenze che consentano di inserire nel mercato del lavoro figure più vicine alla realtà delle singole aziende, queste le priorità espresse sia dai giovani diplomati che dalle imprese per migliorare il rapporto scuola-impresa e favorire l’inserimento in azienda. “E’ una indicazione preziosa per la Regione – conclude l’assessore Simoncini – e proprio in questo senso va il nostro sforzo, recepito dal piano di indirizzo che dovrebbe essere approvato dal consiglio nelle prossime settimane, per rimodellare il sistema della formazione professionale con l’obiettivo di adeguarla alle necessità del mondo produttivo. L’idea chiave è quella di dare più spazio alla concertazione locale che dovrà, di volta in volta, selezionare le priorità sulla base del fabbisogno”. (Il Rapporto è stato pubblicato dalla Regione nella collana Lavoro Studi e ricerche ed è disponibile presso l’assessorato, piazza Libertà 16 Firenze).

Risorse on line
Regione Toscana

Agosto 2006






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