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L'allarme di Confindustria per la spesa pubblica ribadito dalla Corte dei Conti

La relazione della Corte dei Conti conferma tutte le preoccupazioni sul peggioramento dei conti pubblici.

La Corte ribadisce autorevolmente l’allarme, più volte lanciato da Confindustria, sull’aumento incontrollato della spesa corrente al netto degli interessi, che è risalita ad un livello vicino al 40 per cento del Prodotto Interno Lordo.
Peraltro il buon andamento delle entrate tributarie, sia dirette sia indirette, conferma come non sia la stagnazione dell’economia la causa del deterioramento della finanza pubblica italiana.
Il problema è che la spesa corrente al netto degli interessi non solo non si è ridotta ma ha ripreso a crescere. In questo quadro si registra una pericolosa tendenza a compensare i mancati tagli alla spesa corrente con una accentuata restrizione della spesa in conto capitale e degli investimenti pubblici in particolare. Occorre drasticamente invertire questa tendenza. La mancanza di risorse per gli investimenti pubblici sta pericolosamente impoverendo il Paese e mette a rischio il nostro futuro.
Confindustria condivide il richiamo della Corte dei Conti sulla necessità di ridefinire gli indirizzi della contrattazione del pubblico impiego e le norme sulle assunzioni e sui blocchi, in modo da fronteggiare il grave e sistematico sforamento di ogni limite prefissato da parte dei redditi da lavoro delle Amministrazioni pubbliche. La Corte evidenzia come le retribuzioni pubbliche siano aumentate più di quelle del settore privato in misura “non trascurabile”.
Anche alla luce della relazione della Corte dei Conti appare evidente la necessità di politiche di riequilibrio della finanza pubblica basate su tagli alle spese e non su inasprimenti della pressione fiscale

Risorse on line
Confindustria

giugno 2006






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