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Cresce il peso delle donne nell’agricoltura toscana

Se ne è parlato all’Enoteca italiana. Proposto un osservatorio. Susanna Cenni: “Un dato importante di cui le politiche regionali terranno conto”.

Cresce il peso dell’imprenditoria femminile nell’agricoltura toscana ed è un dato di grandissimo rilievo che il governo regionale terrà nella dovuta attenzione anche per il nuovo Piano di sviluppo rurale, attualmente in fase di elaborazione. E’ quanto ha voluto sottolineare con forza l’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni, intervenendo a Siena all’Enoteca italiana, in occasione del dibattito “Le donne in campo tra competizione e solidarietà”: un’iniziativa inserita nella festa regionale promossa dall’associazione Donne in campo e dalla Confederazione italiana agricoltori, che, tra l’altro, propone una mostra mercato cui partecipano una cinquantina di imprenditrici agricole toscane. E’ stata l’occasione anche per discutere della proposta di costituzione di un osservatorio sulle donne in agricoltura che l’assessore si è impegnata a fare propria. “In Toscana la presenza delle donne nell’imprenditoria agricola è più elevata della media nazionale – ha spiegato l’assessore Cenni – Si tratta, tra l’altro, in gran parte di donne giovani, che hanno rilevato le aziende di famiglia o che ne hanno avviate di nuove, magari utilizzando i premi di primo insediamenti previsti dal Piano di sviluppo rurale. Rappresentano una delle più grandi novità nelle dinamiche che in questi anni hanno caratterizzato la nostra economia rurale. La crescita della loro presenza, sono convinta, ha e avrà una ricaduta importantissima in termini di innovazione e di integrazione con altre attività. Perr questo la Regione Toscana, così come ha fatto con i giovani, intende sostenere e agevolare questa presenza, a partire da una opportuna valutazione di quanto potrà essere fatto con il nuovo Piano di sviluppo rurale, per gli anni 2007-2013”. Già nella precedente fase di programmazione, ha proseguito l’assessore, è stato possibile registrare che in alcune tipologie di azione – è il caso della misura 9.5 relativa all’agriturismo – gli investimenti “al femminile” sono stati superiori a quelli degli uomini. “Tutto questo, ovviamente, ci spinge ad un’approfondita riflessione per il futuro per individuare le forme di intervento più idonee, di sostegno agli investimenti in azienda, ma più complessivamente di sostegno alla qualità della vita della donna in agricoltura. Su questo c’è senz’altro bisogno di un salto di qualità, ad esempio rafforzando e migliorando i cosiddetti servizi di sostituzione, cioè quei servizi che, per dirne una, permettono di assicurare la continuità della gestione aziendale alle donne impegnate nella cura dei figli o dei familiari. Credo che su questo terreno – ha concluso Susanna Cenni, che nel governo regionale ha anche la delega alle pari opportunità – ci giochiamo una parte importante del futuro della nostra economia rurale, ma anche del nostro impegno per garintire alla donna pari opportunità di lavoro e di reddito”.
Attualmente in Toscana l’incidenza delle imprese femminili nell’agricoltura-zootecnia è del 31,1 per cento (15.238 imprese su 49.005) e del 25,2 per cento nell’alimentare (1.445 su 5.736) per un valore complessivo della filiera agroalimentare del 30.5 per cento (16.683 su 54.741). La corrispondente media nazionale è del 28,2 per cento.
Quasi un terzo delle domande sul Piano di sviluppo rurale sono state presentate da donne.

Risorse on line
Regione Toscana


settembre 2005




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