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No alla discriminazione della lingua italiana
Confindustria esprime il suo più profondo disappunto per il modo in cui la Commissione europea sta affrontando la questione sul regime linguistico del futuro brevetto comunitario.
Confindustria sostiene la posizione del Governo italiano espressa dal ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, e auspica che si possa giungere il prima possibile a una soluzione che non discrimini la lingua italiana.
Insieme alla maggior parte dell’industria europea, Confindustria sostiene che la soluzione più vantaggiosa sia rappresentata dall’inglese come unica lingua per il futuro brevetto. Tale scelta, oltre ad essere la meno discriminatoria, comporterebbe la massima riduzione dei costi in termini complessivi. In alternativa, sarebbe opportuno seguire il modello, già esistente, delle cinque lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano).
Da sempre favorevole all’introduzione di un sistema unico di brevetti, Confindustria evidenzia la necessità di giungere nel minor tempo possibile a una soluzione ottimale che possa garantire l’introduzione del sistema brevettuale senza indebite discriminazioni della lingua italiana.