IES, Industria e Sviluppo
Cambio di marcia, direzione impresa

Tempi industriali e grandi progettualita’ se vogliamo davvero agganciare la ripresa

All’assemblea di Confi ndustria Emma Marcegaglia ha fatto un’analisi sui profondi cambiamenti generati dalla crisi; e ha sottolineato che da essi possono arrivare nuove e interessanti opportunità per quei territori e quelle aziende che saprannocoglierli. È un impegno forte per tutti noiimprenditori. Ma è un appello che deve valere anche per la nostra regione e le nostre province; perché la crescita e lo sviluppo ripartiranno certamente dalle aziende, ma la capacità che avremo di agganciare una ripresa fi nalmente duratura dipenderà dalla coerenza strategica che ci sarà fra le nostre imprese e ciò che succede fuori dei nostri cancelli. Per questo l’economia dovrà essere davvero al centro delle agende pubbliche. Di tutte le agende! E per questo avremmo voluto vedere più presenti – anche nella campagna elettorale europea e amministrativa – parole come impresa, industria e sviluppo. I numeri della congiuntura hanno, purtroppo, confermato le nostre diffi coltà: da mesi la crisi fi nanziaria è diventata una pesante crisi industriale e picchia forte sul nostro zoccolo duro di economia reale, fatto di tante imprese manifatturiere tradizionali. È una crisi che non risparmia nessuno, neppure le aziende o i settori più competitivi, che in questi anni hanno esportato, hanno innovato, hanno investito indebitandosi; quegli stessi campioni del “made in Tuscany” che esprimono l’identità produttiva e culturale del nostro territorio. Di fronte a questo scenario abbiamo preso l’impegno di continuare a fare il nostro mestiere che è quello di guardare avanti; e anche se il momento è diffi cile per mutare abitudini radicate nella gestione delle aziende, stiamo concretamente lavorando sui cambiamenti. Ma soprattutto non abbiamo mai – e sottolineo mai - smesso di guardare con fi ducia oltre la crisi, assumendoci in proprio forti rischi d’impresa. E mi piacerebbe che questo nostro lavoro, che questa fatica fossero ben presenti a tutti i nostri interlocutori! Questo rischio d’impresa va, però, condiviso con tutti gli altri soggetti attivi dello sviluppo del territorio, dalla politica al credito. È il momento di scelte forti e coraggiose; ci vuole una discontinuità vera col passato in termini di velocità di decidere; ci vuole un cambio di passo e di marcia. E occorre una politica forte, in grado di concepire grandi progettualità, ma soprattutto di saperle portare avanti in tempi industriali. Penso alla partita aperta da troppi anni sulle infrastrutture, su tutte la Due Mari e l’autostrada Tirrenica; due arterie essenziali su cui le imprese di Arezzo, Grosseto e Siena hanno chiesto impegni concreti anche nel recente convegno di Petriolo (...). continua

IES, Industria e Sviluppo n.2
maggio-giugno luglio-agosto 2009

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