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Oltre le divisioni, verso il lobbying

E’ tempo di fatti e di azioni. Di portare avanti gli interessi comuni, in trasparenza. E’ tempo di fare lobbying. Per questo, agli amministratori chiediamo impegni e non promesse. Per questo, a ciascuno di noi, chiediamo l’impegno di farsi portavoce degli interessi di tutti.

Ad un anno dalla mia elezione, mi trovo a fare una riflessione, sui dodici mesi appena trascorsi e sui nuovi che ci troveremo ad affrontare. Una riflessione che, necessariamente, deve essere collocato in un quadro più ampio, per meglio comprenderne aspetti e sviluppo.
Secondo i dati di Confindustria Toscana e Unioncamere Toscana, relativi alla congiuntura manifatturiera e all’export, nei primi mesi del 2006 l’economia italiana sta mostrando chiari segnali di ripresa, grazie al sostegno della domanda estera. Questa fase di recupero, inizialmente limitata all’offerta e, in particolare, alla produzione industriale, si sta progressivamente diffondendo a tutta l’economia. Anche la domanda nazionale ne sta beneficiando: il miglioramento a maggio del clima di fiducia delle famiglie lascia presagire una maggiore vivacità dei consumi privati già dai prossimi mesi. Lo stimolo alla ripresa della produzione industriale è venuto principalmente dalla domanda estera. Secondo i dati Istat su fatturato e ordinativi dell’industria, nel I trimestre di quest’anno il fatturato estero è aumentato ad un tasso medio del 15% (rispetto all’8,9% nel mercato nazionale). A livello regionale, dopo diciassette trimestri consecutivi di variazioni negative interrotte nell’ultimo trimestre del 2005 da un leggerissimo recupero, la produzione fisica delle imprese manifatturiere regionali con almeno dieci addetti è cresciuta nei primi tre mesi del 2006 del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato è molto rilevante se si considera che bisogna tornare al primo trimestre del 2001 per trovare una variazione percentuale positiva della produzione tendenziale manifatturiera di entità analoga. Si tratta di un recupero atteso e preannunciato che finalmente si è materializzato nel corso del I trimestre 2006. Continuano a salire, tra gli indicatori di domanda, il fatturato e gli ordinativi provenienti dall’estero. Dopo un 2005 chiuso in flessione (-1,2%), nei primi mesi del 2006 la Toscana registra, in termini di esportazioni, un incremento del 12,6% rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno. Il principale traino dell’export regionale continua ad essere l’Europa (+9,3%), bene anche le vendite in America (+14,2%) e in Asia (+23,6%). Scendendo nel dettaglio settoriale in recupero complessivamente il sistema moda (+1,7% il tessile e abbigliamento e +8,1% il pelli e cuoio) e il comparto alimentare (+32,2%). Buoni anche i risultati dei metalli (+51,6%) e della meccanica (+19,8%).
Per quanto riguarda l’export, diversa è, invece, la situazione relativa alla nostra provincia. Soltanto Grosseto ha cominciato il 2006 in flessione (-11,68%), rispetto a tutte le altre province toscane, che hanno registrato variazioni positive e talvolta di rilevante consistenza. (…)
Se l’impresa non cresce, il futuro di un territorio è destinato al declino. Senza impresa, non ci sono risorse. Senza risorse, non c’è futuro. Ecco perché il lobbying gioca un ruolo strategico: in America si calcola che il “ritorno” di un’azione di lobbying sia di 11 dollari per ogni dollaro speso.
(Estratto da “Grosseto Impresa”, n. 4., luglio-agosto 2006)

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