E’ tempo di cambiare Reazione, volontà, determinazione: l’impresa può uscire dal tunnel. Ma è fondamentale che il giudizio complessivo sull’imprenditoria della Maremma e dell’Amiata venga aggiornato, perchè oggi esiste una capacità progettuale concreta e fattiva, in grado di contribuire, in maniera determinante, al reale sviluppo del territorio. Ciascuno deve svolgere il prorio ruolo: la piccola industria grossetana sarà presente.Imprese e politica, un rapporto necessario
E’ da valutare in maniera decisamente positiva la presa di posizione, diffusa da alcune agenzie e dalla stampa, del presidente nazionale Piccola Industria Morandini nei confronti delle forze politiche impegnate nella prossima consultazione elettorale.
E’ un modo nuovo, significativo, che supera l’obsoleta concezione dell’estraneità, al limite della repulsione, del mondo imprenditoriale e delle sue associazioni rappresentative nei confronti della “politica” in senso lato e delle sue variegate esplicitazioni.
Occorre, invece, in maniera consapevole e determinata instaurare rapporti non solo con le Istituzioni, deputate talvolta, specialmente a livello locale, ad una mera applicazione della norma, ma anche e soprattutto con chi, in sede di elaborazione politica e strategica, decide in relazione a contenuti che troveranno, istituzionalmente, la loro configurazione legislativa. E’ lì che vengono definiti strumenti e priorità ed è lì che un settore fondamentale per il sistema economico nazionale, come quello delle piccole e medie imprese, deve far sentire la propria voce. Questo specialmente in una fase come l’attuale, in cui i ritardi accumulati rischiano di determinare danni irreversibili ad un sistema produttivo che ha bisogno di essere invece sostenuto, anche attraverso la definizione di una strategia dello sviluppo che ne faciliti la crescita e la competitività.
In tale ottica le forze politiche che si candidano a governare il Paese devono assumere impegni precisi, concretizzandoli anche attraverso un ventaglio di interventi a sostegno, mirati ad una crescita di qualità delle imprese, non a carattere “assistenziale” ma selettivi e dunque, in caso di inadempienze rispetto agli impegni assunti, revocabili. Occorre poi un unico interlocutore, a livello di Governo, del sistema delle Pmi, deputato al coordinamento delle risposte ad una “domanda” che proviene, è bene ricordarlo, dalla quasi totalità delle imprese del Paese che, nel 95% dei casi hanno meno di 10 dipendenti e nel 4,2%un numero compreso tra 10 e 50.
Nella nostra realtà riteniamo di avere le carte in regola.
Abbiamo sottoposto alle Istituzioni, alle Organizzazioni Sindacali, alle altre Associazioni di categoria, alle forze politiche le nostre riflessioni e le nostre proposte che vanno dalla innovazione alla formazione professionale, dalle infrastrutture alla logistica, dall’energia all’ambiente, dal credito ai vincoli del territorio.
Abbiamo discusso, ci siamo confrontati, abbiamo trovato significative, ed in alcuni casi inaspettate, convergenze. Altre situazioni devono essere, almeno parzialmente, riviste e riverificate con i nostri interlocutori. Una cosa è innegabile. L'imprenditoria Maremmana fa proposte concrete
Il giudizio complessivo sull’imprenditoria della Maremma e dell’Amiata deve essere indubbiamente aggiornato. Oggi esiste una capacità progettuale che ci ha consentito di sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione Provinciale e della Regione Toscana, che ci avevano stimolato in tal senso, in sede di redazione del Piano di Sviluppo Locale, non solo le nostre impostazioni di carattere generale sull’argomento, ma anche e soprattutto un numero assai consistente di progetti di investimenti in grado di contribuire, in maniera determinante, al miglioramento dei nostri principali indicatori economici, PIL e livelli occupazionali in primo luogo. E’ finito dunque, ormai da anni, il tempo in cui non riuscivamo a utilizzare interamente le provvidenze destinate alle nostre eventuali iniziative dall’Unione Europea, con i Fondi Strutturali, nonché dallo Stato e/o Regione con le loro Leggi incentivanti...
(Estratto da "Grosseto Impresa", n. 3.2006, maggio-giugno 2006)
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E’ tempo di cambiare
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