Non c’è sfida che insieme non si possa vincere Ospite dello spazio intervista, nel terzo numero della newsletter dell’Associazione Industriali Grosseto, “Grosseto Impresa”, il primo cittadino di Grosseto, Alessandro Antichi. Che parla dei progetti, di quanto realizzato, dell’importanza che privato e pubblico agiscano in sinergia. E riconosce nelle imprese che sanno fare sistema una risorsa fondamentale. “L’obiettivo numero uno” afferma Antichi “resta quello di riuscire tutti insieme – parlo del tessuto delle attività produttive, del sistema del credito, del sistema stesso delle istituzioni locali – a creare l’habitat più favorevole possibile a chi, come l’impresa, crea sviluppo ed occupazione”. L’adozione del Piano Strutturale, come lei stesso ha osservato, porterà un nuovo impulso all’economia grossetana. Quali altre azioni ha in programma la sua amministrazione per il mondo economico e delle imprese? Nelle interviste fatte agli imprenditori, si delinea fortemente il desiderio che la Maremma sappia proporsi in modo ‘nuovo’, protagonista del proprio sviluppo economico e capace di competitività. Un atteggiamento positivo e propositivo, che vede le imprese impegnarsi in prima linea, per rispondere ai problemi ed alle esigenze del territorio. Insieme, è forte anche la richiesta di appoggio da parte delle Amministrazioni locali. Si sente di condividere questo desiderio delle imprese? Un esempio concreto di quanto abbiamo detto è la nascita di società come Aliante S.p.A., espressione delle Associazioni di categoria, come delle imprese del nostro territorio. Un segno estremamente positivo di quanto la Maremma riesca ad esprimere… Un senso di identità e di coesione che ben si sposa con il lavoro fatto dalla sua Amministrazione per il “risveglio della memoria” grossetana. È soddisfatto dei risultati ottenuti? Facendo un bilancio della sua attività, ad oggi, qual è la sua più grande soddisfazione, e quale un cruccio, un nodo che ancora deve sciogliere? Alessandro Antichi sindaco, Alessandro Antichi politico, Alessandro Antichi avvocato: un impegno e una responsabilità davvero grandi. Quanto, e se, deve sacrificare di Alessandro Antichi uomo? Una piccola autocritica: le sue due migliori qualità, ed i suoi due “migliori” difetti… È nostra consuetudine chiudere l’intervista con due messaggi. Il primo, da rivolgere ai giovani, che saranno il nostro domani… Il secondo, invece, si rivolge a tutti. Quale il messaggio che vuol dare ai nostri lettori, in questa newsletter di fine anno? (Estratto da “Grosseto Impresa” n. 3/2004, novembre-dicembre) Scarica l’articolo in formato pdf
Dopo il porto, il mattatoio, il grande rilancio degli investimenti e delle opere pubbliche ed il conseguente circuito virtuoso che si è innestato a Grosseto anche per l’edilizia privata, dopo una serie ricchissima di misure indirizzate al settore agricolo o a quello della ricettività, dopo il grande ‘motore’ che per l’offerta turistica ha rappresentato la valorizzazione delle risorse ambientali, dopo la riqualificazione del centro storico o della costa e la creazione – così – di nuovi grandi ‘centri commerciali a cielo aperto’, oggi è proprio il Piano Strutturale in sé e per sé a configurarsi come il quadro di riferimento unitario dello sviluppo possibile del nostro territorio per gli anni a venire: e quando parliamo di sviluppo possibile non ci riferiamo certamente al solo sviluppo urbanistico o edilizio in senso stretto. Il nostro Piano, scritto ‘a più mani’ e, in particolare, anche con il contributo del mondo economico grossetano, prefigura direzioni di percorso che vanno, infatti, dall’incremento dell’‘azienda-turismo’ a nuovi insediamenti artigianali e industriali, passando attraverso una filosofia nuova del ciclo dei rifiuti e relativa impiantistica. Come tradurre tutto questo in incremento del tessuto produttivo e nuova impresa è la pagina che, nel rispetto dei ruoli, dobbiamo adesso iniziare a scrivere insieme.
Lo condivido al punto di averne fatto sin dall’inizio un principio-guida della mia Amministrazione. Da subito, per esempio, abbiamo cercato di alleggerire il carico della burocrazia, di ‘smaterializzare’ cioè al massimo l’Amministrazione stessa, di velocizzare le procedure, di garantire regole certe e par condicio, per esempio anche in una materia come l’urbanistica, normalmente riservata alle segrete stanze ed al privilegio di pochi. Uno degli strumenti-principe a cui abbiamo affidato questa cultura nuova del rapporto pubblico-privato è certamente lo Sportello unico per le attività produttive: Sportello che abbiamo attivato a Grosseto tra i primi in Italia (già nel ’99) e che oggi si è consolidato a tutti gli effetti come uno strumento di lavoro indispensabile per le imprese maremmane.
Soprattutto, è un esempio brillante di come oggi la Maremma – che ha riscoperto in se stessa enormi potenzialità – stia diventando sempre più capace anche di ‘fare sistema’, di superare i particolarismi ed ottimizzare così al massimo le proprie risorse. L’obiettivo numero uno resta quello di riuscire tutti insieme – parlo del tessuto delle attività produttive, del sistema del credito, del sistema stesso delle istituzioni locali – a creare l’habitat più favorevole possibile a chi, come l’impresa, crea sviluppo ed occupazione. Per questo mi compiaccio fortemente con le Associazioni di categoria e formulo ad ‘Aliante’ i migliori auguri: siamo certi, come Comune, che troveremo nella nuova SpA un interlocutore prezioso.
Quel che è certo è che la strada per intraprendere questa ‘operazione della memoria’ è passata attraverso tanti diversi sentieri, tutti convergenti nello scopo: le iniziative culturali che abbiamo promosso; la restituzione alla fruizione collettiva di tanti ‘contenitori’ (il teatro, i musei, le Mura, l’ex convento delle Clarisse o l’ex ospedale Mise-ricordia); il recupero, la riqualificazione ed il rilancio dell’intero tessuto urbano, dalla città alla costa alle frazioni; la valorizzazione e promozione delle risorse ambientali. Se tra i risultati di questo lavoro a trecento-sessanta gradi c’è anche una nuova presa di coscienza dell’impresa locale, lo considero davvero un ottimo bilancio. La verità è che si tratta di percorsi che abbiamo fatto insieme, fianco a fianco, pubblico e privato
Il tratto più nuovo e più importante che si è affermato e consolidato in questi anni nel DNA dei grossetani, a mio parere, è la consapevolezza che non c’è sfida che non possa essere vinta da questa comunità, non c’è ‘incompiuta’ che ci si debba rassegnare a considerare come tale (penso allo sviluppo veloce e crescente dell’università, alle performance in campo turistico, ai primati in materia ambientale, penso alla trasformazione della città stessa, al porto, al trend sostanzialmente positivo di un’economia che invece solo nel 1997 gli osservatori consideravano condannata al declino). Proprio per questo, considero le permanenti divisioni interne al centrosinistra sul completamento della Livorno-Civitavecchia come una brutta eccezione: non è certo un nodo che debba sciogliere il Comune, ma resta una brutta eccezione, da liquidare alla svelta una volta per tutte.
Inseguo, come tutti, l’ambizione di trovare ogni giorno la sintesi migliore: in questo la famiglia mi è sempre stata di grande aiuto e continua ad esserlo. Così come i miei libri e le mie ‘voraci’ letture: che continuo a trovare il tempo di ‘consumare’, nonostante il tempo sia sempre di meno.
Sono ostinato e orgoglioso: spesso questo è un problema, a volte persino una risorsa...
È a loro che abbiamo dedicato sin dall’inizio il nostro lavoro, il nostro sforzo di risvegliare quel ‘gigante addormentato’ che era la nostra terra quando siamo stati chiamati ad amministrarla. Sappiano andarne orgogliosi, sappiano valorizzarne i risultati. E sappiano, un giorno, far meglio di noi.
E’ il messaggio che indirizzo anche a me stesso. Fissare nella memoria, in questo scampolo di 2004, tutte le cose fatte in questi ultimi anni, i cambiamenti conosciuti, i risultati ottenuti, la coincidenza tra l’idea di Grosseto che avevamo in mente, Grosseto com’era e Grosseto com’è, la città che abbiamo trovato e quella che lasceremo a conclusione di questa esperienza. Non solo per guardarsi indietro, anzi: per darci per il futuro, anche a breve, nuove sfide e nuovi obiettivi.
L’intervista - Alessandro Antichi, “Non c’è sfida che insieme non si possa vincere” Per ricevere direttamente nella tua casella di posta "Grosseto Impresa", il bimestrale dell'Associazione Industriali Grosseto, in formato digitale, invia la tua richiesta a redazione@confindustriagrosseto.com.