Per lo sviluppo: la banca come partner dell’impresa
Si è tenuta a Grosseto, presso la sede dell’Associazione Industriali, la riunione del Comitato Regionale dei Giovani Imprenditori, a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutte le territoriali toscane. All’incontro è seguito un approfondimento dedicato a Basilea II ed agli effetti sulle piccole e medie imprese a breve periodo, a cui hanno partecipato esperti del mondo economico e bancario. “Una situazione che Confindustria segue con grande attenzione – ha osservato Andrea Guadagnoli, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Grosseto, che ha ospitato il Direttivo regionale –, con spirito critico ma anche con una certa preoccupazione: gli effetti sulle piccole imprese, ovvero su quello che rappresenta il tessuto portante della nostra economia, potrebbero essere molto più gravi di quanto di possa prevedere”. L’interesse dei giovani imprenditori, rappresentanti di importanti aziende, con sede nelle varie province toscane, è stato molto forte, essendo ormai chiaro a tutti come le norme di Basilea 2 possano comportare, per le aziende, problematiche anche rilevanti.
“Come ci indicano anche le simulazioni che sono state effettuate, per comprendere, in modo concreto, gli effetti della completa applicazione di Basilea 2, – ha affermato il dr. Luca Parenti, consulente di KStudio Associato, collegato all'organizzazione internazionale KPMG International, di cui è corrispondente in Italia per quanto riguarda la consulenza legale e fiscale – che le aziende che si trovino vicine alla categoria ‘C’, ovvero, secondo il rating, ad altissima probabilità di insolvenza, correrebbero il rischio di lavorare solo per ripagare il debito, considerati i tassi altissimi, vicini a quelli usurari, che potrebbero essere applicati, con tutte le conseguenze che questo implicherebbe per la crescita e lo sviluppo”.
Un elemento emerso in modo molto chiaro è come il rapporto banca e impresa debba cambiare: da un lato l’impresa deve lavorare per fornire il miglior profilo economico possibile, se non vuole essere penalizzata nel rapporto con gli istituti di credito, dall’altro le banche devono fare un grosso lavoro non solo di adeguamento, ma anche di studio e capacità previsionale. Ad oggi, infatti, secondo gli esperti, ciò che le banche possono elaborare è legato alle banche dati, allo storico di un’impresa, dati che potrebbero essere non sufficientemente predittivi, e quindi, condizionare in modo non adeguato il giudizio.
“E’ fondamentale una diversa e nuova sensibilità da parte del mondo bancario – ha evidenziato Antonella Mansi, presidente dei Giovani Imprenditori toscani e di Confindustria Toscana –: alle imprese occorre certo un sostegno finanziario, ma anche la possibilità di attingere a nuove competenze, che possano accompagnarle nel percorso di crescita. Nonostante la cultura di impresa italiana sia caratterizzata da una visione che vuole almeno il 51 per cento dell’azienda in mano alla famiglia, gli imprenditori oggi sanno che l’impresa familiare ha bisogno di crescere, sia dimensionalmente che culturalmente, di aprire a manager qualificati come a strumenti finanziari innovativi, per affrontare il futuro con tutte le sfide che la globalizzazione comporta. Un passaggio ormai inevitabile, in cui si avverte fortemente la necessità di trovare nella banca qualcosa di più e di diverso rispetto al passato: un partner che possa davvero supportare un percorso di sviluppo”. marzo 2008
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