Il 17 maggio 2006, la Commissione europea ha avviato un procedimento di indagine formale in merito ad un regime di aiuti sotto forma di credito di imposta che l’Italia intende concedere per incoraggiare la fusione tra microimprese, piccole e medie imprese.Il regime in questione, denominato “premio di concentrazione”, prevede un credito di imposta da accordare alle microimprese, piccole e medie imprese operanti nello stesso settore che si uniscono mediante concentrazione o aggregazione. Il credito di imposta consiste nella possibilità di scalare dalle imposte dovute l'ammontare corrispondente alla voce ammessa al credito, nel caso di specie il credito è pari al 10% dell’incremento del valore della produzione dell’impresa concentrataria, che costituisce la base imponibile ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive. L’importo previsto dal regime è di 120 milioni di euro per il 2006, 242 milioni per il 2007 e 122 milioni per il 2008.
La Commissione ha in passato già autorizzato l’Italia ad adottare una misura simile, nel 2005 infatti il governo italiano aveva concesso un credito di imposta pari al 50% dei costi di consulenza relativi al processo di concentrazione o aggregazione. In tale occasione, il regime in questione é stato giudicato conforme al regolamento comunitario di esenzione di categoria relativo agli aiuti di Stato. Si trattava però di una misura dall’ambito di applicazione ridotto e che ha avuto un effetto alquanto limitato: 132 beneficiari hanno ricevuto aiuti per un importo complessivo di 3,47 milioni di euro. Importo nettamente inferiore a quello proposto dal regime ora in esame.
La Commissione ha espresso i propri dubbi circa la compatibilità della misura con il mercato comune in quanto potrebbe avere effetti distorsivi per gli scambi e per la concorrenza. La Commissione dubita, inoltre, che gli aiuti di Stato siano lo strumento adatto per stimolare la crescita dimensionale delle imprese e osserva che secondo studi effettuati in materia, le piccole dimensioni delle imprese italiane sono imputabili piuttosto ad inefficienze normative (per esempio in materia fiscale o di lavoro), alla mancanza di finanziamenti, all’eccessiva regolamentazione dei mercati e agli oneri amministrativi. La Commissione ha poi espresso riserve in merito alla proporzionalità della misura, in particolare per quanto riguarda il livello di sostegno (10%), e agli eventuali effetti negativi, soprattutto la possibilità che alcune imprese possano trarne vantaggi fortuiti. Essa nutre infine forti dubbi sulla legittimità del regime in quanto esso si applica automaticamente anche alle imprese che devono ancora rimborsare precedenti aiuti illegali ed incompatibili (impedendo cosi alla Commissione di valutare la potenziale distorsione complessiva derivante dal cumulo di vecchi e nuovi aiuti).
L’1 giugno 2006, i ministri del lavoro e degli affari sociali dell'UE si sono riuniti a Lussemburgo per una riunione del Consiglio Occupazione e Affari sociali. Fra i punti all’ordine del giorno di maggior interesse sono stati trattati: la modifica della direttiva sull’orario di lavoro, la creazione dell'Istituto europeo per la parità di trattamento, la “flessicurezza”.
Orario di lavoro: il Consiglio non é riuscito a raggiungere un accordo politico sulla proposta di direttiva. I principali punti di divergenza sono due: il primo riguarda il mantenimento o meno della possibilità di derogare al limite massimo dell'orario lavorativo settimanale(cd. regola dell’opt out), il secondo di stabilire se la normativa relativa alle 48 ore lavorative settimanali debba essere applicata “per contratto di lavoro” o “per lavoratore”;
Flessicurezza: i Ministri hanno approvato il parere comune in materia di “flessicurezza” formulato dal Comitato Occupazione e dal Comitato Protezione sociale. Secondo tale parere quattro sono gli elementi chiave per raggiungere la flessicurezza: politiche attive del mercato del lavoro, apprendimento permanente, sistema moderno di protezione sociale, adeguati accordi contrattuali. Il Consiglio ha poi preso atto dell’intenzione della Commissione di pubblicare un Libro Verde sul diritto del lavoro e una comunicazione contenente una serie di principi da discutere in occasione del Vertice sociale tripartito dell’Ottobre 2006;
Istituto europeo per la parità di trattamento: un accordo politico é stato raggiunto sulla proposta di regolamento mirante a istituire tale Istituto. Il testo contenente le conclusioni del Consiglio é disponibile al seguente link: http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/lsa/89830.pdf