In un recente rapporto, presentato al pubblico il 21 ottobre scorso, l’Eurostat (Ufficio statistico della Comunità europea), ha pubblicato una dettagliata analisi dei sistemi di imposizione fiscale degli Stati membri dell’Unione europea esaminandone l’evoluzione nel periodo 1995-2003. Da tale analisi emerge che nel 2003 il carico fiscale complessivo, dato dalla somma delle imposte e degli oneri previdenziali, ha toccato in Europa il 40.3% del PIL dei 25 (il 41% se si considera solo la zona euro). Le differenze tra i diversi paesi non mancano: Lettonia e Lituania sono gli Stati che chiedono meno ai propri cittadini (rispettivamente il 28.5 ed il 28.9% del PIL), mentre spetta a Svezia (50.8%) e Danimarca (48.8%) il primato dei paesi che prelevano di più. L’Italia non si discosta significativamente dalla media della zona euro, facendo registrare una media del 42.9% (1.9 punti percentuali in più). Valore inferiore a quello della Francia (43.8%) ma superiore a Germania (40.3%) e Gran Bretagna (35.5). Il livello medio di tassazione del lavoro, che nel 1995 era del 36%, non ha fatto registrare grandi variazioni negli ultimi anni (35.9% nel 2003).
A livello di singoli paesi si passa dal 24.6% del Regno Unito al 43.3% della Francia. L’Italia registra un valore del 41.6% mentre la Germania ha un valore di un punto percentuale inferiore. Anche l’imposizione media sui capitali, seppure con una fluttuazione più evidente (dal 23.5% nel 1995 al 27.8% nel 1999) negli ultimo otto anni, è rimasto abbastanza stabile (25.4% nel 2003). Non mancano anche in questo caso forti differenze tra i 25. La forbice massima si ha tra la Lituania (appena il 6.5%) e la Francia (il 35.9%). In Italia la tassazione sui capitali si attesta al 31.1%, contro il 28% della Gran Bretagna e il 20.1% della Germania.
La tassazione sul consumo, rimasta pressoché invariata nei valori medi nel periodo 1995-2003, fa registrare un notevole divario tra i diversi Paesi, ma tuttavia non così ampio come quello delle voci precedenti. Si passa infatti dal 33.9% della Danimarca al 17% dell’Italia la quale registra, dopo Malta (13.1%), il valore più basso in assoluto. Si tratta dell’unica voce in cui il livello di tassazione registrato in Italia risulta inferiore a quello delle tre altre principali economie europee, Germania, Francia e Gran Bretagna (rispettivamente 18.5%, 21.4% e 21.8%).
Il rapporto Eurostat si sofferma infine sui tassi di prelievo fiscale sul reddito delle persone fisiche e delle società. In entrambi i casi sono i nuovi Stati membri ad avere un fisco più “leggero”. Per quanto riguarda la tassazione sul reddito delle persone fisiche, all’alto prelievo della Danimarca e Svezia (rispettivamente 59% e 56.5%) si contrappongono, infatti, la Slovacchia (19%), l’Estonia (24%), e la Lettonia (25%).
L’Italia si attesta sulla media della zona euro, con una pressione fiscale nel 45% (la Germania registra il 42%, la Francia il 48% e la Gran Bretagna il 40%). Rispetto all’imposizione sulle entrate delle società, Germania e Italia hanno la pressione fiscale più alta (rispettivamente 38.6% e 37.3%), molto superiore alla media europea (del 26.3% se si considera l’UE 25 e del 30.3% se si considera la zona euro). La Francia preleva il 33.8% e la Gran Bretagna il 30%.
Per una sintesi del rapporto si consultino i seguenti siti:
europa.eu.int
europa.eu.int/commImprese: Premio per le iniziative locali e regionali
che stimolano l’ imprenditorialità
La promozione dello spirito imprenditoriale da parte delle autorità regionali o locali sarà in futuro ricompensata attraverso un nuovo premio europeo, lo “European Enterprise Award”, istituito dalla Commissione europea. L’assegnazione del premio spetterà ad una giuria composta da rappresentanti del mondo degli affari, degli Stati membri e della Commissione. L’obiettivo del premio consiste nell’incoraggiare un nuovo modello economico europeo che sia più competitivo e che tenga anche conto dell’impatto ambientale di eventuali iniziative imprenditoriali, nonché dell’utilizzo delle energie rinnovabili. La partecipazione alla competizione per l’assegnazione del premio avverrà attraverso la presentazione di candidature da trasmettere entro il 31 marzo 2006, mentre la consegna del premio avrà luogo nel mese di novembre.
Per più ampi dettagli: europa.eu.int