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L’Europa per la Tutela dei Marchi e la Lotta alla Contraffazione

Lo scorso 28 giugno si è svolto presso il Parlamento europeo a Bruxelles un incontro tra il presidente del Comitato Tecnico Confederale per la Tutela dei Marchi e la Lotta alla Contraffazione, Gian Domenico Auricchio, e gli eurodeputati italiani. L’incontro rientra nel programma di visite dei vertici di Confindustria avviato dal presidente Montezemolo, per rafforzare i rapporti tra industria nazionale e rappresentanti italiani presso il Parlamento europeo.

In tale occasione, è stata presentata la strategia di Confindustria per aumentare e sostenere la competitività globale del sistema industriale e delle produzioni nazionali. La strategia di Confindustria si impernia intorno ai seguenti obiettivi:
• La marcatura di origine dei prodotti industriali (cd. “Made in Italy”) e la revisione – nel lungo periodo – delle “regole di origine non preferenziali”, per favorire il commercio internazionale e l’informazione del consumatore;
• A livello multilaterale, nel quadro della preparazione della Conferenza Ministeriale del WTO di Hong Kong di dicembre, la riduzione sostanziale dei picchi tariffari più alti per favorire l’accesso ai mercati; inoltre, la riduzione sostanziale delle barriere non tariffarie;
• Il rafforzamento di una cultura degli strumenti europei di difesa commerciale, soprattutto in sostegno delle associazioni di modeste dimensioni, che rappresentano gli interessi di piccole aziende;
• La lotta alla contraffazione, attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere ed i sequestri sul territorio; per essere veramente efficace, la lotta alla contraffazione deve essere condotta a livello europeo;
• L’opposizione nei confronti di alcuni provvedimenti all’esame del governo e del parlamento italiano a tutela del “Made in Italy”; se approvata, tale normativa sarebbe in conflitto con le norme europee e creerebbe nuovi oneri per le imprese.
Nel corso del dibattito seguito all’intervento del dott. Auricchio, i rappresentanti italiani al Parlamento europeo hanno espresso il proprio sostegno alla strategia di Confindustria, con particolare riguardo alla marcatura di origine per le merci importate ed alla revisione delle “regole di origine non preferenziali”. Durante la discussione è stato anche posto l’accento sulla necessità che il sostegno della competitività del sistema industriale italiano non si trasformi in una nuova forma di protezionismo, ma sia in armonia con i principi del commercio internazionale del WTO. A conclusione del dibattito, è stata manifestata la volontà di mantenere un contatto costante tra gli eurodeputati italiani e Confindustria, al fine di rendere più efficaci le azioni volte ad incrementare e sostenere la competitività dell’industria e delle produzioni italiane nel contesto della globalizzazione.

Gli europei a favore dei finanziamenti per la ricerca comunitaria

Secondo gli studi pubblicati il 14 giugno 2005 dall’Eurobarometro, il 71% dei cittadini europei sostiene che la ricerca a livello europeo è importante ed il 59% pensa che l’UE dovrebbe investire più fondi nella ricerca scientifica. Il 64% pensa che la nostra economia sarebbe più competitiva applicando le tecnologie più avanzate e che essa è molto importante per l’industria.

La ricerca europea è largamente vista come creativa ed efficace e la larga maggioranza degli europei pensa che gli Stati membri dovrebbero cooperare di più gli uni con gli altri. Gli europei si aspettano più investimenti in ricerca sia a livello nazionale che a livello continentale, oltre a una maggiore collaborazione tra ricercatori europei ed un maggiore coordinamento tra Stati guidato dall’UE. Sulla scienza e sulla tecnologia il 73% dei cittadini europei suggerisce ai politici di fidarsi dei suggerimenti degli scienziati. I due rapporti presentano ed analizzano i dati di due studi effettuati in 32 Stati europei. Essi mostrano che gli europei si fidano molto della scienza: l’87% è d’accordo sul fatto che la scienza abbia migliorato la qualità della vita ed il 77% crede che questo trend continuerà in futuro. Differenze tra gli Stati membri si possono notare in termini di “ottimismo”, che è maggiore nei nuovi Stati membri. L’interesse nella scienza è calato in alcuni Stati, ma rimane comunque alto (78%), cosi’ come la conoscenza scientifica.
Ecco alcuni messaggi che emergono dagli studi:
• gli europei tendono a “resistere” alla diffusione di alcune tecnologie: il 54% considera che il cibo derivante da organismi geneticamente modificati è pericoloso (80% in Grecia);
• i cittadini riconoscono anche alcuni impatti negativi sull’occupazione e sull’ambiente;
• c’è ancora un “comprehension gap” tra i cittadini e la scienza: gli europei si sentono poco e male informati sulla scienza, non coinvolti in essa. Bisogna fare degli sforzi per portare la scienza più vicina ai cittadini attraverso una strategia di comunicazione;
• lo stesso si può dire per l’immagine degli scienziati in Europa: i cittadini riconoscono il loro ruolo positivo, ma sono critici su come essi spiegano i loro risultati, in particolare al grande pubblico.
Gli studi completi sono disponibili al link: europa.eu.int

Per scaricare le Newsletter Europa per le imprese, luglio 2005, clicca sul link
Confindustria - Newsletter Europa, luglio 2005 (148 kb)



luglio 2005





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