L'evento, la cui prima edizione è stata realizzata con grande successo durante il semestre di presidenza italiana, permetterà al mondo europeo delle imprese di presentare le proprie raccomandazioni alle nuove istituzioni europee, che avranno il ruolo cruciale di tradurre in realtà l'ambizioso obiettivo fissato dai capi di Stato e di Governo a Lisbona, cioè quello di "Diventare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica al mondo". Come è noto, i risultati finora conseguiti sono ampiamente insufficienti e un nuovo impulso risulta necessario in vista della revisione a metà percorso della strategia di Lisbona, nel marzo 2005.
Unice, l'unione delle imprese europee, organizza il 9 dicembre p.v. a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, la Seconda giornata della competitività. Interverrà il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo.
Nel corso della giornata, la tematica della competitività verrà affrontata, nelle sue varie sfaccettature, in interventi e dibattiti di alto profilo. Tra i partecipanti si possono citare il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il presidente del Parlamento europeo Josep Borrell, il governatore della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, i commissari europei Günter Verheugen (competitività), Danuta Hübner (politica regionale) e Jan Figel' (istruzione e formazione), il Ministro olandese dell'economia Laurens Jan Brinkhorst, il segretario generale del sindacato europeo John Monks e imprenditori di primo piano quali i presidenti di Arcelor e Vivendi. Il programma completo dell'evento è allegato. La partecipazione è gratuita previa conferma.
L'iscrizione è possibile via Internet, sul sito www.unice.org
Proposta di revisione della direttiva UE sull'orario di lavoro
La Commissione europea ha approvato lo scorso 22 settembre una proposta di revisione della direttiva sull'orario di lavoro. Le principali proposte di modifica sono sintetizzate qui di seguito. Le definizioni di "orario di lavoro" e di "periodo di riposo" restano invariate. Vengono pero' introdotte due nuove definizioni, quella di "tempo di guardia" e di "periodo inattivo del tempo di guardia". In particolare, viene stabilito che il periodo inattivo del tempo di guardia non può essere considerato come orario di lavoro a meno che non sia diversamente previsto dalla legge nazionale o da un contratto collettivo. I periodi in cui invece il lavoratore esercita effettivamente le sue attività o le sue funzioni sono considerati a tutti gli effetti come orario di lavoro. Il testo integrale della proposta è reperibile presso: Per scaricare le Newsletter completa, Ottobre 04
Il periodo di riferimento standard per il calcolo delle 48 ore settimanali resta il periodo di 4 mesi. Tuttavia, gli Stati membri, sentite le parti sociali, hanno la possibilità di estendere questo periodo ad 1 anno. Viene ugualmente specificato che la durata del periodo di riferimento non può in nessun caso essere superiore alla durata del contratto di lavoro. In collegamento con questa modifica, viene eliminata la possibilità per la legge nazionale di estendere a sei mesi il periodo di riferimento.
La possibilità di ricorrere alla deroga delle 48 ore di lavoro settimanale viene mantenuta, purché sia prevista da un contratto collettivo. Tuttavia, anche in presenza di un contratto collettivo che autorizzi tale deroga, il consenso individuale del lavoratore resta necessario. Inoltre, le condizioni per l'ottenimento del consenso sono più rigide: esso deve essere dato per iscritto, non può essere dato all'inizio di un nuovo rapporto di lavoro o durante il periodo di prova, non ha una durata di validità illimitata, viene fissato comunque un limite massimo di ore di lavoro e viene precisato l'obbligo di tenuta di un registro.
La proposta sarà ora sottoposta all'approvazione del Consiglio e del Parlamento, secondo la procedura di co-decisione. A livello del Consiglio, un primo scambio di opinioni è previsto in occasione della riunione del Consiglio Occupazione e Affari Sociali del 4 ottobre. Le tappe in Parlamento prevedono: la nomina di un relatore all'interno della commissione occupazione e affari sociali del Parlamento, l'esame del progetto di relazione e delle relative proposte di emendamento, l'adozione della relazione come parere di prima lettura.
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