Toscana: sì al modello di sviluppo delle energie rinnovabili Artusa all’inaugurazione del capannone fotovoltaico di Riotorto (Grosseto). Ribadito ai ministri Pecoraro e Mussi il no della Regione a carbone e olio di palma.“Un modello di sviluppo di energia da fonti rinnovabili in piena sintonia con le politiche ambientali della Regione per fare della Toscana un distretto avanzato in questo settore”. Così l’assessore all’ambiente Marino Artusa ha definito, alla presenza dei ministri Alfonso Pecoraro Scanio (ambiente) e Fabio Mussi (università e ricerca scientifica) l’impianto fotovoltaico “Vignale” dell’Unicoop Tirreno installato sui tetti dei magazzini a Riotorto. I pannelli solari in vetro blu scuro coprono complessivamente 15.000 metri quadrati di tetto per un investimento di circa 2,3 milioni di euro. L’impianto coi suoi 420 chilowatt di picco servirà a coprire le esigenze energetiche degli uffici della sede centrale della cooperativa di consumatori che conta 300 dipendenti.
L’incentivazione di coperture fotovoltaiche dei capannoni industriali, come quella inaugurata stamani, è proprio uno dei filoni innovativi che la Regione sta sviluppando sul versante energetico. “Basterebbero altri 199 di questi capannoni – ha detto l’assessore all’ambiente – per ottenere una produzione consistente di energia verde, e un abbattimento considerevole di gas serra, con costi ammortizzabili, utilizzando il conto energia nazionale, in circa dieci anni (è il caso dell’impianto di Vignale). Ma anche la Regione, per far sì che si moltiplichino installazioni di questo tipo, intende costituire un proprio conto energia, su cui chiama a raccolta il sistema finanziario toscano. La Toscana si candida anche a divenire sede di almeno uno dei dieci progetti proposti dal Ministero dell’ambiente per realizzare il piano ‘Archimede’ di energia solare del fisico Carlo Rubbia”. Tra gli altri filoni innovativi in corso di approfondimento c’è anche l’impegno a produrre almeno 1 megawatt di energia rinnovabile da parte dei comuni toscani, “un progetto – ha detto Artusa - a cui stiamo lavorando insieme agli enti locali, e che si affianca agli sforzi e agli incentivi per promuovere lo sviluppo della bioedilizia e degli edifici a emissioni zero, come la ‘casa passiva’ recentemente inaugurata a Santacroce sull’Arno, sede dell’Assa (associazione conciatori per conto terzi)”. L’assessore all’ambiente ha poi ribadito ufficialmente il no della Regione a ipotesi di utilizzo del carbone per le centrali termoelettriche, e a quello dell’olio di palma nelle centrali a biomasse. “Se lo facessimo incentiveremmo la distruzione delle foreste del Borneo. E’ una questione etica e di coerenza. Il nostro è un no netto su cui non intendiamo transigere”. luglio 2007