PER LE IMPRESE - Energia
Floriamiata, Regione e enti locali insieme per affrontare l’emergenza

All’Enel si chiede la garanzia della fornitura del calore geotermico per le serre. Crisi dell’azienda florovivaistica a Piancastagnaio.

Crisi dell’azienda Floriamiata. La Regione e gli enti locali geotermici stanno affrontando insieme l’emergenza. E hanno sottoscritto un accordo, da sottoporre all’Enel, titolare delle concessioni geotermiche, per garantire l’approvvigionamento del calore geotermico necessario all’attività dell’azienda florovivaistica in considerazione della crisi che sarebbe derivata dall’interruzione della fornitura.
L’amministrazione regionale, insieme agli enti locali, sta lavorando alla definizione di un’intesa a lungo termine con l’Enel sulle opportunità e sui problemi che derivano dallo sfruttamento della geotermia in Toscana. “Ma vista la crisi in atto in un settore rilevante per l’economia del territorio come il florovaismo – afferma l’assessore all’ambiente Marino Artusa – era necessario intervenire urgentemente per trovare una soluzione che faccia fronte all’emergenza, difendendo le ragioni ambientali, sociali e produttive”.
Nell’accordo raggiunto la Regione Toscana, la Comunità montana Amiata-Val d’Orcia, la Provincia di Siena e i Comuni di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore si impegnano a chiedere all’Enel la garanzia della fornitura del calore geotermico che dovrà avvenire in una prima fase attraverso una proroga dello sfruttamento della centrale Pc2 e successivamente, dopo la dismissione di questo impianto, attraverso un insieme di interventi di sistemazione dell’area di Piancastagnaio. La potenza da sviluppare non dovrà essere superiore ai 60 megawatt, ripartita in tre impianti (Pc3, Pc4 e Pc5), e dovrà essere realizzato anche un nuovo termodotto da Pc3.
“La Regione – aggiunge l’assessore Artusa - considerata la problematicità ambientale emersa negli anni per lo sfruttamento geotermico dell’Amiata, si è impegnata a considerare prioritari tutti gli interventi di riduzione dell’impatto ambientale e a studiare a fondo le problematiche relative alla sostenibilità dello sfruttamento del calore geotermico nel lungo periodo con particolare riferimento alle ricadute sulla falda idrica. Si sta anche considerando la possibilità di istituire un’autorità pubblica per il monitoraggio e la regolazione dell’attività geotermoelettrica a favore delle istituzioni e dei cittadini in ordine agli aspetti sanitari e ambientali”.

settembre 2006




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