PER LE IMPRESE - Ambiente
Cappelli: rifiuti? È tempo di fare scelte definitive

L'Associazione Industriali di Grosseto segue con comprensibile interesse gli sviluppi dell'attuazione del piano provinciale dei rifiuti e la proposta recentemente avanzata dall'Amministrazione comunale di Grosseto volta a modificare il Piano stesso proponendo un'alternativa che non contempla più l'impianto di CDR ora previsto alle Strillaie.

"La tesi del Comune di Grosseto è tutt'altro che campata in aria e priva di fondamento.
Peraltro ricalca, in parte, le proposte che questa Associazione fece oltre un anno fa, per dare risposte concrete al problema dei rifiuti nella nostra Provincia, problema tutt'oggi irrisolto e con pesanti ripercussioni sulle nostre imprese e le nostre famiglie.
Nella nostra analisi, il previsto impianto di produzione di CDR appariva un'infrastruttura sproporzionata, tanto più squilibrata quanto più si poneva enfasi nello sviluppo della raccolta differenziata - riferisce il presidente Cappelli.
Sembrava infatti condivisibile il concetto che, quanto più si differenziano i rifiuti (e si recuperano riciclandoli) tanto meno massa residua sarebbe rimasta per produrre CDR, cioè il combustibile da cogenerazione".
Comunque quella tesi non ebbe seguito perché nel frattempo, costituitosi l'Ato, le procedure per il project financing dell'impianto delle Strillaie erano in fase avanzata". "Le imprese non fanno le regole del gioco, questo è chiaro, ma trovandosi poi a subirle è bene ricordare ancora una volta che gli indirizzi politici in tema di rifiuti in Provincia di Grosseto possono essere sostanzialmente due:
1) un primo indirizzo è quello che prevede la gestione dell'intero ciclo dei rifiuti in Maremma, perché la 'sostenibilità' non vuol dire portare i propri rifiuti in casa d'altri, ma acquistare consapevolezza delle infrastrutture necessarie (alcune anche poco piacevoli ma necessarie) nella nostra provincia, realizzarle e ricavarne il valore aggiunto direttamente sul nostro territorio.
2) Un secondo indirizzo prevede invece una scelta più leggera e versatile di infrastrutture, che garantisca nel tempo una facile reversibilità dei processi implementati e la non obsolescenza di certe scelte tecnologiche, prevedendo il trasporto ed il trattamento di una parte dei rifiuti al di fuori del nostro territorio.
Qualunque sia la scelta finale individuata dagli enti locali, il problema vero è che non c'è più tempo da perdere, perché siamo già in una situazione che evolverà in poco più di un anno in vera e propria emergenza.
Vorremmo infine capire chiaramente quale futuro si prospetta per il nostro cogeneratore di Scarlino, un tipo di infrastruttura che altre aree d'Italia ambiscono avere sul proprio territorio, perché se ben gestita porta ricchezza, posti di lavoro e promuove la tutela dell'ambiente; certamente se gestita male diviene una tassa in più per il territorio". Decidere e poi agire quanto prima, è tutto ciò che chiedono le imprese dell'Associazione Industriali.

giugno 04











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